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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
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   questo secondo il trattato conchiuso della pace. — Ed ai medesimi Commissarii scrisse da Roma il Pontefice (ioDecembre) che colla loro autorità Apostolica potessero confirmare , rimuovere , e surrogare ufficiali idonei sì nel civile che nel criminale, alle Città, Castella e terre spettanti alla Chiesa Romana , secondo la forma del trattato della riconciliazione. Parimenti scrisse ai suddetti Commissarii che dovessero confermare gli Statuti di Bologna , purché non contravvenissero alla libertà ecclesiastica , od alle Chiese e lor ministri, e beni loro; nè all' equità ed alla giustizia. Ed ancora confermassero le cose attentate e combattute in Bologna durante la ribellione, così nel civile e giudiziale, come nel-1' estragiudiziale ; e specialmente quanto era stato fatto dall' Arcidiacono della Chiesa di Bologna , dal Rettore e dai Dottori dello Studio di detta Città, purché fossero giustamente fatte: eccettuato il contratto di lega co' Fiorentini e cogli, altri nemici della Chiesa. E per le cose seguite in detta ribellione, impongano agli autori salutar penitenza» assolvendoli, e riconciliandoli alla Santa Madre Chiesa.
   Furon presenti a tutto questo Filippo Caraffa Napoletano, Dottor Decretale ed Arcidiacono della Chiesa di Bologna , nonché Vicario del Vescovo Bonavalle e del Cappellano del Papa. — I Notari, onde furono poste in atto le ordinazioni del Pontefice, sono : Andrea di Mastro Pietro di Biftino, e Pier di Domenico Ricamatore. Con esso loro i Commissarii presero possessione d'ogni cosa, e per. la Città e pel Contado; facendo giustizia e ragione al popolo. Dopo di che, restando ad eleggersi il Vicario Generale della Città a nome del Pontefice, si radunaron nella cattedrale il dì della festa di san Giovanni Apostolo ( 27 Dicembre ) tutti i Ma-
   Bistrati di Bologna, ai quali il Vescovo Lito, uno ei Commissarii, tenne ornatissima orazione, e propose a Vicario, in nome di Gregorio XI. Papa, Giovanni da Lignano, il quale ebbe in favore pressoché
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