BOLOGNESI 443
lasciai; libere le altre Cestèlla ed i luoghi da loro occupati; vi mandò molti cavalli e pedoni, acciocché pigliassero quei luoghi, e prima Piano^ io, uccidendo tutti i banditi. Ma eglino supplica* rono al Senato che volesse loro perdonare la vita, e eh'erapo apparecchiati a cedere il Castello, purché Je robe e le persone fossero salve. Il Senato perdonò ai ribelli, e molti di loro alla patria rimi» se , tranne Taddeo Azzoguidi , i Pepoli, Guglielmo Loiani, il Malavolti ed il Balduini, i quali passarono alle confine assegnate loro. —Ciò fu fatto ; poi venne rovinata la Ròcca del Castello di Pianoro, ed il Castello stesso, non lasciandovi che una casa ed un pozzo ; antichissimi ruderi, chè ancora si veggono a mezzo circa del Castello, e che servivano allora per albergarvi i passaggieri che da Fiorenza a Bologna, e di quivi a Fiorenza .tragittavano*
: Atterrato Pianoro, fu spianato ancora Loiano, «Zappolino, e Montemarmi, con decreto che mai più non si potessero riedificare. — Poi, per certa somma di danaro, il Senato comprò Serravalle >, Monte Budello, Massa Lombarda, Crespellano, Oli-»* veto * la Torre del Priore, Monte Mauro , Mavóre o Maggiore, e la Valle di Samoggia. — Indi nella Città fu condotto molto grano, che venduto venne a poco prezzo fra il popolo: e furono fortificata le mura ;al Borgo di san Pietro ; e venne restaurato il Ponte dell' Idice fuor di Porta Maggiore.
All'entrar del Settembre fu conchiusa e stabilita in Rema la pace tra il Pontefice e gli Amba* sciatori Bolognesi ; i quali al ritorno radunarono il Consiglio, e lessero le seguenti convenzioni già stabilite: „Che la Città di Bologna pagasse per ciascun anno alla Camera Apostolica diecimila fiocini. d'oro ; che io questi pagamenti si computassero i Ventimila fiorini sborsati dai Bolognesi nella compra fatta delle Castella sunnotate, secondo il patto col Legato che se la pace seguiva, quei dcanari si avessero ad annoverare tra quelli che i
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