BOLOGNESI
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gli mandasse quattro uomini del popolo per trattare eon essi le cose delia Città : a cui il Senato mandò Giacomo dei Prevedi Dottore, Landò di Ba<-rone Bottrigari, Andrea de' Barbieri e Matteo Va- * gini, in compagnia de' quali andò Guidone Monaco , uomo di gran dottrina e di singolare virtù, acciocché si venisse a stabile e vera pace.
Intanto Alberto Debianchi commissario di Castel Franco , coli' assentimento de' Raspanti, cominciò a fabbricare una Bastia non lungi da esso Castello, per difesa del lnogo e del territorio di Bologna dalle incursioni del Marchese di Ferrara ; ma non potè ridurla a compimento, perciocché i Bretoni che si trovavano a Crespellano presero le armi e vennero alla detta Bastia, e l'ebbero in loro potere, spianandola a terra, e facendo gravi danni ai Bolognesi difensori. Ed essi Bretoni, che troppo licenziosamente in Cesena vivevano, dieder motivo alle genti di questa Città di stringer le armi e fare impeto contro il partito di Roberto Cardinal di Gebenna, i cui soldati furono uccisi dal popolo di Cesena, che sarebbe trascorso ad eccessi di furore , se la fermezza del Cardinale non metteva modo alla strage.
Fu soccorso dal Marchese di Ferrara il Castello di Crespellano, così di presidio come di vettovaglia , essendo la strada di Modena libera per andare al detto Castello: la qual cosa recava molto danno ai Bolognesi, i quali si avvidero per tale provvigione dal Marchese fatta, che era vano ogni lor tentativo di riaequistare il contrastato Castello. E non potendo far meglio, studiaronsi d'impedirgli la comodità della via, e mandarono il loro eser- À cito ad assediar Crespellano , fabbricandovi poco lungi una Bastia di legno, come le tante altre edificate d' improvviso a «nei giorni ; la quale presa dal fuoco in brev' ora fu ridotta in cenere.
Ora il Pontefice avendo formato processi contra i Fiorentini, ostinati e principali autori della ribellione di molte Italiche Città, egli scrisse al Re
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