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ANNALI
due giovinetti figliuoli di esso comandante. — Cora* egli seppe ciò ; e che i Bolognesi radunavano gente, e che Beltrame Alidosi Signore di Imola, e Sinibaldo Ordelaffi Signore di Forlì, tenevano per Bolognesi, domandarono tregua per mesi sedici, e restituirono i prigioni fatti nel territorio Felsineo, col bestiame tolto, e colle altre cose predate. Ed allora i nostri rilasciarono gì' Inglesi prigioni ed i figliuoli del Capitano.
Stavasi il già Legato di Bologna in Ferrara ; e dimostrava mal animo verso i Boi lognesi per le cose avvenute nel Marzo. E perchè in tanta sua collera non poteva regger sè stesso, nè governarsi con giustizia , inconsideratamente citò, e formò un processo contra la Città di Bologna, senza ascoltarne le discolpe. Il che venuto alle orecchie del Senato , questo elesse per Sindaco e procuratore Giacomo de' Preunti Dottor Decretale, il quale combattè ed annientò ciò ch'era stato detto in sì fatto processo. Poi si appellò alla Santa Sede Apostolica ed al Sommo Pontefice^ adducendo fra le altre ragioni questa che egli, il Legato, facendo residenza nella Città di Ferrara, non aveva potestà di esercitare alcuna giurisdizione a motivo di Vicariato o di Legazione per la Sede Apostolica , essendo la Città di Ferrara totalmente fuori dei termini della Legazione e del Vicariato a lui dal Pontefice commesso. E dato, e non conceduto, che Ferrara fosse fra i termini della giurisdizione sua, non gli era lecito, nè aveva potestà di citare per editto ( siccome diceva aver fatto) il Comune, ed il popolo, e il reggimento Felsineo, perchè vi stavano contrarie le costituzioni di Bonifazio Vili, e del quinto Clemente.
Quest' appellazione fu fatta dal detto- Giacomo dei Preunti nelle case e nel Monastero di san Bartolo presso Ferrara, alla presenza di Bernardo Abbate di san Lorenzo in Campo; della Provincia della Marca Anconitana, di Guglielmo fratello del Vescovo di Bologna, di Andrea Garfaguini da Felsina,
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