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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI
   Ma frattanto Roberto Saliceti, che bene si accorae della tela che si tesseva, e come gli Scacchesi stavano apparecchiati per levarsi in arme, essendo uomo prudente, e savio negoziatore tosto s'interpose per pacificare gli Scacchesi coi Maltraversi ; ed avendo convocato di notte tempo i Beccaci eli i , i Sabattini e gli altri principali de' Maltraversi , vennero insieme dov'era Taddeo Azzoguidi, e dove
   gure si ritrovarono Riccardo Saliceti col figliuolo oberto, Ubaldino Malavolti ed Ugolino Galluz-zi, Dottori ; non che Toniolo Torrelli, Lippo © Gualengo Ghisilieri , Pino Gozzadini, i due Ugolini de'Balduini e de'Boccadiferro, Giannino Malvezzi , Ghinolfo Delfini, Marsilio Liazari , Peduccio Bianchi, Salvucoio Bentivoglio; Alberto Gui-dotti, Paolo Montecalvi, Leone de' Preti , Pietro Fantuzzi, ed altri assai, alla presenza de' quali così parlò Taddeo Azzoguidi: Se noi per difenderci non volessimo ricorrere-a coloro che coli'autorità e coi fatti promettono acquistarci pubblica libertà, sarei di parere che più lungo e considerato ragionamento abbisognasse per muovere gli animi vostri: ma essendo io certo che qui non si trova veruno, che come amatore della patria, grandemeute non desideri il pubblico bene e la salute del popolo, e non compatisca all'infelice stato nel quale tutti noi ci troviamo ; così con semplicissime parole vengo rammentando quale sia stata la nostra oppressione ai passati anni; poiché la Città stessa, le comodità, la gloria, lè bellezze degli edifizi, la virtù de' cittadini, le ricchezze, le leggi , e finalmente gli amici sono stati malgrado nostro dagli ufficiali reggenti così maltrattati, che noi da tanta altezza dello stato primitivo, ci viviamo precipitati infelicemente nelle miserie di lagrimosa servitù. Purtroppo ci ha bisognato soffrir le ingiurie in vari modi, e con soffocato dolore dell' animo nostro, le abbiamo ancora portate in pace. Ma ohimè ora, e come non siamo noi spogliati dell' ornamento dell' antica nostra dignità, se in tante
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