Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Terzo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (402/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (402/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   ANNALI
   e precipitandosi sulla Massa, con ripetuti assalti l'ottenne, e quasi tutto il presidio che vi si trovava distrusse od imprigionò.
   Era intanto stabilita la tregua tra' Fiorentini e tutte le Città toscane, eccettuata Lucca, per muovere ai danni della Chiesa ; nè ad altro si attendeva che ad indebolirne le forze. E perchè in questo tempo la pace frai Visconti e la Chiesa, se non era conchiusa non era nemmeno disciolta, Bernabò non volle gittarsi alla scoperta nimico del Pontefice , ma segretamente mandò a' Fiorentini settecento lance sotto la condotta di Giannotto Visconti, le quali furono disposte in diverse loro fortezze, dove più ne fosse mestieri. Nè contenti di questo , drizzarono stendardi rossi colla parola aurata = Libertas zz e li mandarono alle diverse Città, per istigarle a scuotere qualunque giogo, e rompere ciascuna alleanza. Poi scrissero a diversi luoghi della Chiesa, e spezialmente agli Scacchesi di Bologna, dolendosi con esso loro che il Legato gli avesse offesi ed ingannati, rivolgendo tutta su di lui la colpa della propria ribellione, e dicendo nou si maravigliassero s'eglino erano tanto studiosi di ricuperare 1' antica lor libertà, e d'invitar gli altri a sottrarsi ad ogni soggezione : ed aggiungevano che quando essi medesimi imitar li volessero, con tutti i confederati moverebbero a difenderli, e mantenerli in sicura indipendenza. A questi inviti gli Scacchesi non furon punto ritrosi ; laonde Città di Castello , Montefìascone , Perugia > Todi, Spoleto, Ugubbio, Viterbo, Ascoli, Forlì, Urbino , Fermo , Camerino e molti luoghi dell'Emilia si mossero in rivolta; e ciò stesso fece Astorgio Manfredi Faentino , che occupò il Castello di Granarolo e quel di faenza, Fontana, e da ultimo Talamello sopra Urbino. Ma egli tosto ebbe sopra i Bolognesi , e l'Hauhewod, con buon numero delle sue genti, e Manfredo, nemico giurato di esso Astorgio.
   Frattanto i Fiorentini non cessavano di sollevare
   v^