BOLOGNESI
con patto che non dovesse confederarsi cogli avversari di Fiorenza, nè per tre mesi accettare stipendio da altrui. L' Hauhewod fu nel Lucchese e nel Pisano , a farvi danni, nè di quivi si partì senza averne denaro. Il perchè tutte queste Citta, e specialmente Firenze sdegnaronsi molto che la Chiesa permettesse ad un suo Capitano ed ai soldati di lega , di commettere siffatte indegne piraterie. E per questa ragione i Fiorentini si collegarono segretamente con Bernabò e con Galeazzo Visconti : ed a ciò fare li stimolò l'imprudenza del Legato, che sottomano adoperava acciocché Prato si ribellasse a loro, mentre una carestia d'altra parte gli affliggeva, ed egli mostrava volerne trarre profitto, stringendoli per fame ad assoggettarsi al poter suo. — Conosciuti adunque questi andamenti del Legato, i Fiorentini radunarono un buono esercito , per rintuzzare le forze dell' Hauhewod, appena finite fossero le loro convenzioni. Ma non passarono molti giorni che il Legato si accorse delle intenzioni de' Fiorentini ; e trovandosi gli Ambasciatori loro a Pietramala , egli vi mandò i suoi, cioè Andrea Bovi Dottore, Mattiolo de'Beccadelli e Giacomo de' Bianchetti, i quali tentarono pacificare quei di Toscana colle migliori parole che si avessero : ma coloro , con molt' arte si schermirono da promesse di tregua, e ritornarono alla patria con mala intenzione.
I Fiorentini adunque, decisi già di contrapporsi agli ecclesiastici, segretamente scrissero al figliuolo di Giovanni da Bagnacavallo , giovine valoroso e di grande ardire, perchè tentasse l'entrata nella Massa degli Alidosi da Imola, e la facesse ribellare alla Chiesa, promettendogli valido soccorso: il che prontamente dal giovine fu fatto, sicché ne divenne padrone. — Il Legato che intese lo strattagemma de' Fiorentini, tutto pieno d'ira e di furore , tosto radunò le sue genti e le mandò sopra la Massa , dove per assicurare i suoi soldati, fece erigere una forte Bastia ; poi da quella movendo Annal. Boi. T. IH. , 5i
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