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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI 363
   di danari dal Pontefice e dal Marchese di Ferrara, venne a Bologna con ottomila cavalli, i quali però si diportarono assai male, quasi fossero nemici, e facendo guasti pel Contado, dove tenevano gli alloggiamenti. — Il Conte poi , proseguì il cammino in Toscana, e fu a Lucca ed a Pisa, e quindi per mare passò al Papa in Avignone. — I soldati Bolognesi in questo medesimo tempo ritornarono a Bologna, dove fu pubblicata tregua fra la Chiesa ed il Visconti per un anno , e questi rifece a quella di danni dugento mila ducati d'oro; e mandò frattanto per ostaggi sedici de' più ricchi mercatanti di Milano, finché la somma, fosse stata pagata.— Queste sono le vicende nelle quali ebbe parte la Città nostra in quest' anno : e poiché niun' altra ne rammemora la storia, noi chiuderemo qui le notizie del milletrecentosettantatre.
   ANNO DI CRISTO 1574.
   Uno de'Conti di Campello, nomato Francesco da Spoleto venne Pretore a Bologna, e vi rimase per diciotto mesi continui. Sotto il governo di lui,
   ger quanto narrano gli storici nostri, ebbe luogo in ologna una tal pestilenza che privò di vita molti fanciulli di pochi anni, e molti giovani che non toccavano i cinque lustri d'età: la qual cosa mette dubbio se morissero di pestilenza assoluta o d'eruzione di vaiuolo , sendochè la verde età delle vittime del male pare che accenni piuttosto a questo che a quella. Checché si fosse di siffatto morbo, assai famiglie intimorite fuggirono oltre Castel san Pietro ed in Toscana, e moltissime ripararono alla campagna ; sicché Bologna pareva ornai una Città abbandonata, o disseppellita allora allora.
   In questo medesimo tempo il Pontefice mutò governo alla Città, ponendo invece di Pietro Vescovo
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