36* ANNALI
quasi tutta la fazione Ghibellina si ribellò a Bernabò Visconti, facendo il simile Valle san Martino, con tutte le altre terre possedute dai Guelfi.— Intanto i prigioni fatti nel suddetto conflitto, fu-ron condotti a Bologna, e posti sotto buona custodia ; indi passarono i Bolognesi a Sassuolo per istanza del Marchese Nicolò, e posero a ferro ed a fuoco tutto il paese; il che veduto dagli abitatori , sentirono tanta compassione di siffatte stragi, che per evitarle più oltre, cacciarono dalla Ròcca Maniredino, il quale potè fuggirsi colla vita a Parma, poi a Milano. Così avute le fortezze di Sassuolo e di Fiorano, si ottenne sicurezza e dimensione per Modena.
Nel tempo stesso i Fiorentini con molte bande di soldati furono sopra Sosenana, ed assediando quel Castello l'ebbero preso ; ed avuto Magbinardo che lo teneva, gli mozzarono il capo nella Città di Fiorenza ; e pigliaron quindi parecchie Castella degli Ubaldini. Fu Magbinardo mentre visse, Signore di Faenza, di Cesena e d'Imola ; però non ne volle il titolo, ma quello soltanto di Capitano.
In questo tempo medesimo, Bernabò si pose in armi contro di quanti Guelfi favorivano il Conte di Savoia ; e volendosi inoltre vendicare sulle vallate del Bergamasco, che tenevano per parte Guelfa, e s'erano a lui ribellate, mandò suo figlio Ambrogio con gran numero di genti d'arme alla Valle 4i san Martino a Caprino, per battere ed umiliar quelle genti: di che fatti accorti gli abitatori, ra-dunaronsi in molti, e corsi ad incontrar l'invasore, fecero cattivo Ambrogio Visconti, e con molti nobili che seco aveva di comitiva, lo misero morto. Ma non tardò assai la vendetta ; perciocché il padre li domò colle armi, e molti di loro decapitò od appese; e quante Castella sorgevano per quelle valli, tante ne rovinò.
Indi a poco tempo (ao Giugno) il Conte di Savoia, aveva trovata alcuna dissensione col Pontefice, per lo stipendio de'suoi soldati: ma sovvenuto
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