BOLOGNESI 363
ed Ambrogio desideroso di riacquistare con nuovi onori la gloria marziale perduta già cinque anni prima al conflitto d' Aquila negli Abruzzi, faceva, notabili prove di Valore. E quei della lega all'incontro , menavan le mani con tutto nerbo per tener fronte al molto impeto delle turbe Viscontee ; ma noi poterono a luogo , e toccaron la peggio, con grave danno e vergogna. Ed avvegnaché non fossero molti gli spenti, furono assai i feriti e non pochi i prigioni, frai tjuali alcuni capitani, e l'infelice comandante Francesco Fogliani, cui le turbe mal obbedienti e fuggiasche abbandonarono. E Bernabò , fattoi* trar prigione a Reggio , quivi ad un merlo delle mura il volle appeso per la gola, peggio che malfattore e ladrone da strada.
Per siffatta rotta, le cose di Bologna restavan dubbiose} ma peggio era di quelle del Marchese da Este, se il Papa non veniva in soccorso con mille e novecento lance $ e buon numero di pedoni ; le quali genti giunsero nella Penisola sotto la condotta di un tal Dapomara Guascone , valoroso capitano e di molta prudenza ; ed unite colle reliouie degli Ecclesiastici, passarono all' assedio di Sassuolo (io Luglio) minando col ferro e col fuoco tutto il paese: ed accampatisi tutti ad un mezzo miglio dal Castello, studiarono alcuni assalti per espugnarlo. Nel qual tempo, avvedutosi della cosa Ambrogio Visconti, volò co'suoi alle difese, e piantò gli alloggiamenti proprii di contro a quelli degli Ecclesiastici. Ma dopo àver fatto scorrerie , e lievi scaramucce tra loro, conoscendo Ambrogio trovarsi in disvantaggio, perché il Dapomara con gran prudenza militare si governava, nascostamente di notte si ritirò, e fu coli' esercito a Reggio.
Frattanto, nato disparere fra Bernabò da Milano e r Inglese Hauhevvod, questi abbandonò il Visconti e passò ai servigi della Chiesa. Ed ecco tosto 1' esercito della lega passare a Rubiera ed a Sassuolo , ed impedire a Bernabò 1' erezione di due Bastie, che intorno a Modena stava in procinto di
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