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ANNALI
e trecentosettantuno, nel quale Bologna ebbe a Pretore 1' orrevole Pietro della Marina di Recanati , che stette in ufficio l'intero anno.—Al principio di questo ( 3 Gennaio ) si celebraron nella Chiesa di san Domenico le solenni esequie a Papa Urbano V. con grandissima pompa. Vi convennero diversi uomini cospicui, frai quali PandolfO Malatesti da Rimino, Guido da Polenta, Rodolfo Varano, Azzo e Beltramo Alidosi, Nicola da Este Marchese di Ferrara, ed altri principi e signori assai , tutti vestiti d' arredamenti lugubri. La Chiesa era coperta d'ogn'intorno con drappi neri e con accese torce, e v' era nel mezzo nn ampio e sublime catafalco fregiato di statue, sotto tribuna sostenuta da sei colonne , e recinta per ogni verso da cornicione simbolico, nella fascia del quale leggevasi il seguente motto in lettere d' oro :
Ingredere in requiem tuam
Quia Dominus benefecit tibi.
A queste esequie veramente straordinarie intervenne ancora il clero felsineo , e moltissimo popolo : « Giovanni da Legnano famosissimo Dottore disse eloquente orazione frammezzo al santo sacrifizio Che si celebrò. — E finite tali esequie, il dì seguente il Senato a nome dell' intera Città di Bo^ logna elesse gl'infrascritti ambasciatori al Papa no*-Vello: Riccardo Saliceti Dottore, Ugolino Galluzzi e Gaspero di Giovanni Calderini, Dottori e Cavalieri, Con Antonio di Bertuccio Bentivoglio, acciocché si rallegrassero in nome di tutta la Città della sua felicissima assunzione al Pontificato, e gli chiedessero alcune grazie per onore e benefizio della Città, raccomandandola a lui come figliuola di Santa Madre Chiesa. — Furono questi Ambasciatori da Gregorio ben veduti ed assai accarezzati ; ma delle grazie che per la Città domandarono ebbero questa risposta: « Che per esser egli novello nella dignità
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