BOLOGNESI
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E nel frattanto che a questa cosa pensavasi di là dalle Alpi, i prepotenti Alidosi che primeggiavano in Imola, fecero insulto al Pretore Bolognese che reggeva sul Santerno, minacciandogli danni ove più oltre procedesse in ufficio. E tanto l'oppressero con ogni argomento d'iniquità, eh'ei fu costretto ritirarsi dal reggimento suo. Il perchè Androvino Legato n'ebbe sì forte sdegno, che mandò nottetempo fedeli bande di soldati a far prigioni gli Alidosi ; e fu sì bene obbedito , che prima si seppe della cattura di coloro, anziché della mossa de' valorosi militi. Gli Alidosi adunque vennero tratti a Bologna, e posti sotto buona custodia ; nel mentre che l'Androvino levò loro tutte le fortezze, e mutò le guardie della Città d'Imola e di tutti gli altri luoghi, riponendo ( con minacce a chiunque si mostrasse caparbio ) Monso Sabbadini nella sua dignità, con molti onori, e con potenza quasi sovrana. A cotanta determinazione del Legato sgomentaronsi i turbolenti Imolesi, e molti nobili corsero appiè d'Androvino, e chiesero ed impetrarono la libertà degli Alidosi , i quali umili e dimessi fecer ritorno alla patria, tenendosi rispettosi verso il Pretor Bolognese, e non osando più contrastargli , nè 'muover lagno, nè mostrarsi incresciosi di sua potestà.—Però le fortezze levate loro non venner riconsegnate, e le cose rimasero come trovavansi nell' antecedente anno.
Giacomo infante di Maiorica, insieme alla donna sua la Regina di Puglia, passarono per Bologna, recandosi a visita del Santuario di Padova : e furono dalla Città con molte feste ricevuti. E du-gentottanta Bolognesi in questo tempo medesimo, non a Padova, ma a san Giacomo di Gallizia andar volevano pellegrinando divotaménte. Per la qual cosa passaron dapprima in Avignone per essere benedetti da Urbano Pontefice: ma perocché nelle Spagne i barbari Morì menavano stragi, o almen vessavano i popoli con inaudita temerità, il Papa non volle che i pellegrini procedesser più oltre nel
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