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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
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   eoi quale lo nominava prìncipe del Sacro Imperio, venendovi confirmato dalla gioia e dall' approvatone del popolo tutto.
   Questo m anno di bastante quiete per la Città di Bologna in fatto di cose marziali, ma di moltissima angustia e sconvolgimento atmosferico. Imr perciocché accadde così violento terremuoto , che pose in pericolo indescrivibile tutto il popolo Felsineo ; essendoché molti edifizi tanto pubblici che
   S rivati, rovinarono affatto, fra i quali alcune case ei Lamberti ni, ed alcuni abitatori delle medesime. Ed al terremoto succedettero impetuosi venti, con acqua e tempesta orribile, sicché non solo la Città ebbe ad assaggiare i frutti di tale castigo v ma ancora tutto il territorio Felsineo, e tutto il paese fra il Santerno e la Foglia. Le acque dei fiumi traboccarono o si apersero strada attraverso gli argini , ed allagarono molto paese dal Comune di Altedo ai confini di Ferrara, e dal Poggio Renatico sino ad alcune miglia superiormente. Ai quali flagelli si aggiunsero malattìe contagiose che in pochi giorni spensero in Bologna settecento persone. Per le quali tutte cose volendo il Senato ed il Vescovo placare l'ira divina, fece portare in Bologna la santa Immagine di nostra Donna del Monte della Guardia , e con essa vennero fatte tre divote prò* cessioni, alle quali concorsero le migliaia del popolo , dai vecchi più gravi ai più teneri fanciul-Ietti. — E per tale calamità perirono molti Bolognesi ragguardevoli t fra i quali basterà accennare Giovanni Calderini, Professore di Leggi, Dottore in Decretali, discepolo aiFezionatissimo ed erede fortunato del celebre Giovanni d'Andrea.
   v^