BOLOGNESI
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In sullo scorcio del Luglio il Cancelliere di Bernabò Visconti entrò in Bologna, diretto essendo per Cesena, e mostrò dall' orgoglio de' suoi detti di voler Bologna in possessione pel signor suo. Ma poiché i Bolognesi gli risposero minaccevoli detti, e poiché intorno a Modena si rodeva il Visconti per alcun tempo senza niun prò, rammollì la durezza dell'animo, e cercò rappacificarsi col Legato ch'era in Cesena, e con tutta la lega: e dopo colloquio, il Cardinale Egidio si obbligò che il Pontefice pagasse al Visconti cinquecento mila fiorini, e che intanto la metà de'luoghi del bolognese nonché Lugo nella Romandiola si deponessero in mano d'un Cardinal confidente, dal quale, compiuto il pagamento, si consegnerebbero al Papa : restituendo poi al medesimo Bernabò quanto gli era stato tolto fuori del bolognese, nonché i prigioni fatti nelle ultime battaglie contro di lui.—Di quest'accordo venne dettato pubblico Istrumento (26 Luglio), e fu stabilita una tregua per tre mesi, acciocché l'armi si sospendessero da entrambe le parti , e venisse da Avignone il consentimento del Pontefice intorno alla pace segnata. Ciò adunque fatto, cioè ratificata e pubblicata la pace, -vennero licenziate le milizie mercenarie, e le strade rimasero per tale guisa sicure e libere non pur da pericoli, ma da timori e da sospetti: e le stanche milizie concittadine riposarono alquanto dopo non lievi travagli.
Ristoratosi Gomezio dalle fatiche delle passate fazioni , andò allo zio Legato , ed ebbe con lui lungo ed importante ragionamento intorno alle cose di Bologna : e dopo alcuni dì, fatto quivi ritorno, tenne consiglio con Giovanni Calderini, con Simone da san Giorgio, e con Giovanni Bon-signori , tutti leggisti di gran conto, nonché con Riccardo dalle Caselle, con Matteo Beccadelli e con Minotto Angelelli, ed altri parecchi ; e con esso loro fece una provvisione per lo meglio della Felsinea Città. Disposero adunque : „ che tutti i cittadini che stavano ritirati e lontani dalla Città
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