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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI '275
   segno , ordinò ai soldati che con alte grida dicessero: vittoria, vittoria. Ciò fatto, egli col Pretore, con Pier Nicola Farnese, con Taddeo Azzo Guidi, con Catellano da Sala, e tre Ghisilieri, ed un Galluzzi , e un Bargellini , ed un Ostesani, non che con due de' Sabbadini , e con Antonio Bentivoglio e Nicolò Montecalvi, tutti valenti Capitani, appostatisi silenziosamente al campo nemico , presero ad urlare alla morte, alla morte; e i trombettieri col restante dell'esercito, squillando alla disperata colle trombe ed alzando voci di vittoria, con impeto indicibile assalirono i nemici ; i quali poco pratici del luogo, trovandosi sorpresi di notte tempo, e non sapendo quanti fossero gli avversari, nè da qual parte potesser meglio difendersi, spauriti, anzi spaventati, lasciando le armi, tutti si posero in fuga. E così un esercito di mille cavalli e di seicento barbute fu sconfitto in un subito, perchè molti caddero estinti, cento cinquanta restaron prigioni , e gli altri con molta fatica qua e là sbandandosi trovaron salvezza. Menò Gomezio gran preda d'armi e di cavalli, e vittorioso ritornando alla Città coi prigioni, fere appendere alle finestre del pubblico Palazzo sei insegne tolte ai nemici, e pose i prigioni sotto buona custodia, facendone molta festa l'intera Città. — Il dì appresso fu fatta una processione generale dalla Chiesa di santo Stefano a quella de' Servi di Maria, dove si cantò solenne messa , rendendo a Dio cordiali grazie per 1' ottenuta vittoria.
   Dopo ciò fece spianare la Bastia di Jola o Jula, e fortificare quella del Ponte di Corticella, acciocché le mercanzie che venivano dal ferrarese non fossero impedite. E così furon chiuse le gesta dei Bolognesi in quest'anno; e noi qui ci restiamo dal più oltre narrarle.
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