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ANNALI
avrebber fatto assai peggio se Gomezio non fabbri' cava una Bastia al Ponte di Reno, dove pose vettovaglia e presidio per impedire al nemico, di scorrere fin verso Bologna, e di trasportare di Lombardia le vettovaglie verso Lugo per la solita strada. Ora Bernabò che fu di questo avvisato , preso da dispetto spedì mille cavalli Ungheresi con seicento barbute o lance alla volta di Lugo, acciocché disturbassero quel paese, e cominciassero a tenere in angustia gli eserciti Ecclesiastici ed Estensi, i quali tormentavano lui sul Distretto di Parma. —» Vennero pertanto i nemici da Castel Franco alla nuova Bastia, e quivi presso fermaronsi : intanto gli Ecclesiastici col fuoco e col fumo diedero segno alle milizie delle Città perchè movessero a soccorso loro : laonde Gomezio vi mandò ad esplorare Azzo Alidosi con alcuni cavalli; il quale ritornato a Bologna , narrò come le temerarie genti Viscontiane fossero a vista della Bastia. E Gomezio tostamente ordinò le quattro Tribù della Città e quanti erano atti a portar le armi ; e posto Pier Nicola Farnese a guardar la cerchia di san Felice , egli con poca gente passò alla Bastia , e quivi intendendo che i nemici, dissotto al ponte avevano passato il fiume, ordinò alle Tribù cittadine di fermarsi dov'erano; e datosi a seguitar le pedate de' nemici, giunse verso la cerchia, conobbe che di quivi eran certamente passati. Il perchè con cento barbute, ed altrettanti cavalli, e dugento pedoni, diedesi a seguitar gli avversari , i quali deviando a levante y erano giunti fino al paese di Granarolo , dove con fòssi profondi 9Ì fortificavano. Voleva Gomezio attaccar zuffa ; ma troppi essendo gì' inimici di numero, cangiò parere e deliberò di vincere col mezzo d'Uno strattagemma. Pose da un lato i trombettieri comandando loro che quivi si stessero, senza dar segno alcuno cogli istrumenti finché non udissero gridare: alla morte, alla morte; la qual voce udita, subitamente darebber fiato agli istrumenti con quanto n'avesser nei polmoni. Parimenti, ai medesimo
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