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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   S58
   ANNALI
   molta divozione, visitando Chiese, e facendo ai poveri ed ai luoghi Pii larghe elemosine. Posero inoltre in libertà tutti i prigioni bolognesi donando eziandio la vita ai condannati nel capo. A molti cattivi fatti in battaglia venne donata la libertà ; ed a parecchi di più conto e di maggiore stima furono anche restituite le armi. Il nipote del Cardinale fece la mostra de* soldati vittoriosi, schierandoli bellamente sulla maggior piazza della Città, con grande allegrezza universale. Galeotto Malatesti creò cavaliere aurato il giovine Gomezio ; e questi fece poscia cavalieri, Egano di Guido Lambertini bolognese , Azzo degli Alidosi da Imola , Antonio di Ermano Spetteni da Piacenza , Antonio d'Alber-tazzo Riccasoli fiorentino , e Giovanni Conte di Sartiano toscano. Indi per pubblico decreto si ordinò che venisse festeggiato il dì della vittoria ( ao Giugno ) correndo ogni anno a disfida alcuni cavalli barberi per la strada di santo Stefano, dando in premio un Pallio di velluto scaccato alessandrino con un pennone sopra, e nel mezzo un san Ruffillo dipinto, non che lo stemma della Città di Bologna. Oltre di che, si aggiugneva al Pallio una spada od uno stòcco dorato, un paio di manopole di ferro, una lanoia, una targa, e due speroni dorati. Fu anche ordinato, che nel medesimo giorno ogni anno si pagassero al Cappellano della Chiesa di san Ruffillo, presso la quale fu data la segnalata rotta e sconfìtta ai nemici, dieci lire, colle quali celebrasse quel giorno la festa ad onore del Santo. Si ordinò inoltre che la mattina di essa festa si dicesse messa sulla piazza di santo Stefano, ivi esponendo il detto Pallio con tutti gli annoverati ornamenti , il quale starebbe colà appeso fino al momento della corsa.
   E circa in questo tempo, cioè nel luglio un certo Forlino Capitano del Visconti , che con trecento lance erasi partito dalla provincia bolognese ed avea cavalcato a Rimini, preso da abbaglio per uno strattagemma del Cardinale Edigio per difendere
   v^