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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI
   loto a taglio, come sperano, castigheranno questa ingiuria col porre le vostre facoltà a sacco, e commettere le vostre case al fuoco , e voi tutti a fil di spada mandare. Foco o nulla vi gioverebbe di essere nati nobili e di sangue chiaro ed illustre, se poi come schiavi umili ed abbietti restaste sotto dura servitù, senza speranza di mai più possedere l'amata vostra libertà. Certo è mala cosa l'esser vinto , ma il venir soggiogato per assedio 6enza oprar colpo di spada, è cosa non solamente vituperevole , ma infelice, miseranda; poiché il difendersi con l'arme è atto d'uomo valoroso, sebbene il perdere e il vincere stian nelle mani di Dio. Nè si conviene, per quanto mi penso , all' animoso soldato con mura , ed argini, e fòsse , tener lontano il nemico se non quando la potenza sua fosse tale che non si valesse a resistenza con altri mezzi. Credami ciascuno di voi, che io ho sempre riputato grande indegnità il vedere i nemici scorrere per tutto questo territorio, mentre noi come oziosi , rinchiusi fra queste mura , siamo stati aspettando il soccorso; il quale poiché finalmente è pur piaciuto al Cielo di mandarci, e poiché noi siamo ripieni di molta speranza, parmi, o valorosi soldati , che più oltre tardar non si debba di gire animosamente allo scontro del nimico ne' suoi propri alloggiamenti , mostrandogli coli' arme alla mano rinnovellato 1' antico valor nostro , e fatta salva e redenta la cara nostra libertà. „ — A queste voci di Gomezio risposero gli urli delle migliaia del popolo, e della turba numerosa de'soldati, i quali giurarono ad alta voce, per lo nome di Dio, che non tornerebbero vivi alla patria , se non uscendo vincitori dalla battaglia. E ritornando le milizie ai loro quartieri diedersi ad apparecchiare cavalli ed armi in tutto punto , per esser pronti quando la campana della piazza e la voce dei condottieri intimassero la partenza.
   Era in Bologna a questo tempo una prestantissima donna nomata Francesca, la quale fu figliuola
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