BOLOGNESI
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sia di munizioni di ogni guisa, sia di soldati d'ogni arma.
A tante avversità si aggiunse che un Manfredi, facendo lega col Visconti, alla Chiesa ribellò ; e Francesco da Este, Capitano di esso Visconti, ebbe per tradimento Monteveglio e Zappolino ; ed un tal Capitano di nome Bertoldo, il quale in Bologna era bene accolto, finse di uscire dalla Città per rintuzzare 1' orgoglio di alcuni sparsi nemici, ed impedire un passo a certi soldati che di Milano venivano : ma invece s' avviò verso Modena con mille e cinquecento barbute , e diretta sua marcia verso il Finale, ed al Bondeno, ed a Quarantola sul Mirandolano, pose a sacco ed a fuoco quella regione, e ritornato nel territorio di Bologna si fermò a Galliera.—Intanto il Visconti venne a Castel Franco (16 Aprile) dove lasciò molta vettovaglia e pose alcuni soldati ; poi passò a Piumazzo, ed ivi fu raggiunto da Bertoldo, che ascrisse alla propria milizia; ed unitamente decisero di pigliare quel Forte. Laonde spinsero tutte le loro forze a combattere il luogo; ma Pinoccio Boccadiferro che vi era per Castellano^ con ogni valore e fedeltà lungamente ributtolli indietro. Così fra i tentativi degli uni e le difese dell'altro, fu protratta l'ostilità fino al Maggio (11), e sempre il Boccadiferro
corso: ma vedendo!
dalla fame, a malgrado proprio fu sforzato alla fine a consegnare al Visconti la terra e la Ròcca. Avuto Piumazzo e fornitolo di vettovaglia, Bernabò si partì dal paese di Felsina e corse a Milano, perchè nella Lombardia erano insorte turbolenze. Laonde , non volendo abbandonare la guerra del bolognese, lasciò in sua vece a Capitano generale della guerra Giovanni da Bigiogero o Bizozero, sperimentato uomo d'armi, il quale tosto passò all'assedio di Manzolino, e con buon numero de' suoi soldati andò ad accamparsi a Casalecchio di Reno dove costrusse una Bastia ; e postevi buone guardie,
nutrì la speranza
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