BOLOGNESI
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venne passato alle carceri comuni, e di quivi nella Rócca di Cesena, dove morì. De'complici suoi ne furono decapitati cinque sulla piazza maggiore, perchè trovati colpevoli di altri vili tradimenti.
In sullo scorcio dell'anno (28 Novembre) il Legato fece bandire che il ducato d'oro si spendesse per soldi trentaquattro, e fece aumentare il salario ai Dottori che leggevano pubblicamente nello Studio di Bologna, i quali nel tempo di che parliamo erano questi : Gandino de' Gandoni Dottor Decretale, Alberto da san Giovanni e Giovanni da Canetolo maestri di Legge , Giovanni Alvaro Spagnolo, Giacomo d'Arpino, Giovanni Garzia, e Giovanni d'Ascoli Professori di Canonica, Floriano da san Pietro e Gerardo da Galerata istitutori di medicina e di arti, Antonio dall'Olmo, Giacomo dal Farneto, Giacomo da Parma , Antonio da Faenza, Giovanni da Moglio, Pietro da Varignana e Guido de' Preunti maestri in Grammatica, non che Pietro e Stefano della Matrice precettori dell' arte Notarile.
In quest' anno Innocenzo VI. Pontefice ordinò con sua Bolla data in Avignone (21 Giugno) che i laureandi in Sacra Teologia si promovessero con decreto del Vescovo o del suo Vicario ; la qual legge ebbe soltanto esecuzione dopo due anni circa da che fu dettata. E il Vescovo Giovanni non potò ciò effettuare perchè morì a Cento nel presente anno onde noi chiudiamo le memorie (3o Agosto); e il suo cadavere fu trasportato in Bologna, e sepolto con epigrafe nella Cattedrale.
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