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ANNALI
I
Bernabò, scorgendo che niuna terra faceva resistenza per cacciare da sè quelle milizie, creato che fu Pretore della Città Enrico od Armonico de* Cavalcanti da Siena, e che ebbe giurato fedeltà alla Romana Chiesa nelle mani di Blasco Rettore, chiamò a sè Galeotto e Mal atesta de' Malatesti, i quali vennero con poderoso esercito di cavalli e di fanti per far netta la provincia dalle genti Viscontiane. Allora Bernabò , più che mai ostinato per isdegno e puntiglio, lasciò Cento e recossi a Budrio; quindi lungo l'Idice distese l'esercito, e venne poi alla Savena, e si accampò da san Lazzaro fino al Ponte chiamato oggidì con soprannome di Vecchio, non molto lungi da Bologna. I Malatesti che non avevano forze quante il Visconti, dovettero starsi contenti di tener difesa la Città, senza potersi avanzare a far fronte al nemico. E questi non azzardando venir più oltre, retrocesse fino all' Idice, e prese Castel de' Britti, Ozzano, e Varignana, fabbricando una Bastia allo Spedale dell' Idice, dove si fermò. E quivi riposatosi, e provvedute sue genti di quanto bisognasse per un fatto d' armi, con molto ardimento venne a sant' Antonio di Savena (n Giugno), poscia al Polesine, alla Torre della Samoggia, alle Fontanelle e di nuovo al Polesine. In questo tempo medesimo gli Ubaldini si diedero a depredar la montagna a favore de' Visconti, e presero Scaricalasino e Sabbiuno di Montagna, dandoli in potestà dell' ostinato Bernabò. Il che vedendo Blasco, e temendo maggior rovina nel territorio Bolognese, alla quale le forze della Chiesa non bastavano per far contrasto, deliberò di andare in cerca di nuove forze; al qual fine volle consultare il Legato, che stanziava nella Marca, e prese seco di compagnia Monso Sabbadini, Fulci-rolo Montecalvi, Filippo Rombodivino, Tommaso della Cocca, Giovanni Zovenzoni, Jacopo Sorgi, Cingolo Logliani, Filippo Tencarari, Gherardo Conforti, ed altri nobili assai. E partito Blasco, il Pretore scoperse un trattato ordito contra la fortezza
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