BOLOGNESI
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di Bologna Antonio degli Armucci da Fermo, nobile e letterato uomo, tipo di vera prudenza, il quale si adoperò con tutte forzo perchè i Bolognesi avessero pace.
Appena Bernabò Visconti ebbe nuova del gran mutamento accaduto in Bologna, ne fece gravissima lagnanza per mezzo d'Ambasciatori , pretendendo gli venisse restituita, perchè a lui la reputai va dovuta secondo la concessione che Clemente VI. ne aveva fatta a Giovanni Arcivescovo suo zio : e quando il Cardinale Albornozio non volesse restituirla, esso Bernabò gli intimava guerra decisiva. Alle quali minacce rispose Egidio : non aver egli fatta ingiuria veruna a Bernabò, perchè aveva eseguito i comandamenti del Pontefice, il quale aveva ciò potuto comandar giustamente per avviso particolare de* crudeli ed avari portamenti di lui contro la Città di Bologna; pei quali si era molto bene meritato che gli fosse tolta quella signoria. E soggiunse, indarno allegare Bernabò gli accordi fatti, avendoli egli tante volte e in tanti modi violati , ma particolarmente per la trascuranza di pagare il tributo, cui era obbligato secondo i patti. Talché quando volesse che la cosa venisse decisa giuridicamente, si eleggessero giudici, i quali fossero dottori, senza eccezione, e periti delle leggi, dai quali se fosse giudicato aversi il torto esso Albornozio , ed egli restituirebbe Bologna senza dimora ; ma quando altrimenti , conveniva che Bernabò si desse pace, senza ritenersi lecita 1*occupazione dell' altrui, come per lo contrario non era cosa giusta che il Papa occupasse ciò che a lui non ispettava. — Bernabò si tenne quieto alla risposte d' Egidio, e contentossi che la differenza fosse rimessa all'arbitrio di onorarissimi e famosissimi dottori di leggi, frai migliori che a que' giorni vivessero. E da loro fu pronunziato che Bernabò Visconti della signoria di Bologna si spogliasse.—Intanto 1' esercito di lui si levò da Argelata , e fu prima a Budrio, poscia a Varignana, dove alquanto
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