Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Terzo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (300/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (300/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   S58
   ANNALI
   non aveano pagato il feudo dei dodici mila fiorini l'anno. Che in quanto al pagar gli stipendi ai sol» dati dell'Oleggio, secondo la proposta, e in quanto al levar nuovi militi ove il bisogno lo richiedesse, gli dava facoltà d'impegnare qualunque terra che meglio a lui fosse piaciuta. „ — Avuta Egidio questa lettera pattuì con Giovanni da Oleggio, e scrissegli che in contraccambio di Bologna che la Chiesa da lui riceveva, egli pagherebbe ai soldati tutte le somme onde fossero creditori, e a lui darebbe il dominio della Città di Fermo nella Marca, creandolo Marchese, ed assicurandogli mille fiorini men-suali pel detto Marchesato. — Di tutto questo negozio fu fatto pubblico istrumento per Rodolfo di Guido Picciolpassi Notaro , e venne mandato in Avignone , dove dal Papa e dal Collegio dei Cardinali fu confermato. Pagati adunque gli stipendi ai soldati, e composte le cose con amore e concordia di ambe le parti; fu introdotto 1' esercito ecclesiastico nella Città sotto la guida di Gomezio Albornozio ; e Pier Nicola Farnese Capitano della Chiesa entrò a suono di trombe nel Castello presso la Porta di san Felice, e vi piantò lo stendardo del Pontefice ed il proprio, facendo gridare a'suoi soldati : Viva Bologna e la Chiesa.
   Ottenuta la possessione della Città e della fortezza , fu sparsa una grida in Bologna da parte di Pier Nicola Farnese, proibendo a chiunque, e terrazzano e forestiere, il far tumulto nella Città, sotto pena della vita, senza por mente a leggi o statuti già in vigore. E il dì seguente giunse a Bologna Fernando Blasco Spagnolo, nipote del Cardinale Albornozio, con Amerigo Vescovo di Volterra, e Tesoriero del Pontefice, e con molti nobili e soldati. Il quale Fernando fu ricevuto con molto onore, e pose sua stanza nel palazzo di Giovanni Pepoli ; ciò che indusse fiducia nel popolo che le cose de'Pepoli fossero per volgere in meglio. — Di questa guisa, fra molte vicissitudini, si giunse al Marzo (27) in cui entrò come Pretore al governo
   v^