BOLOGNESI
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dispose per far prigione il nipote ; Ubertino sospettoso se ne accorse in tempo, ed ebbe a grande ventura di fuggirsi di là colla vita. Ebbe lo zio di questo fatto dolore e dispetto; e conoscendo pur troppo come tutti congiurassero contro di lui, previde tornare ornai cosa impossibile il salvare Bologna dalla podestà del Visconti. E seco medesimo pensando al caso eh' era iminente, deliberò nell' animo suo, poiché più a lungo non poteva possedere la Città, che non l'avessero nemmeno i nemici. Al qual fine risolse di volerla piuttosto consegnare alla jChiesa. Ed eccolo trattare segretamente un accordo col Cardinale Albornozio Legato d'Italia, per mezzo d'un'ambasciata di questo tenore: „Che egli lascerebbe Bologna assolutamente, purché il Cardinale pagasse ai soldati gli stipendi trascorsi, la cui somma era molto grave, e ohe desse a lui il governo di qualche Città della Marca , proferendo Bologna alla Chiesa e non ad altrui, perché alla Chiesa era le tante volte appartenuta.,,— Egidio, ascoltata la proposta, giudicò non esser bene tentare cosa veruna, senza prima consultare il Sovrano Pontefice. E ciò notificando agli ambasciatori, li rimandò con larghi presenti. E senza intervallo avvertì del negozio il Pontefice, dimandandogli parere intorno a ciò che dovesse fare. Fu proposta la causa al Collegio de'Cardinali, il quale conchiuse che non si dovesse pretermettere diligenza per ricuperare Bologna, Città ricchissima ed opulentissima di tutta l'Emilia : la quale ricuperata, non solamente farebbe maggiori le forze dello Stato Ecclesiastico , ma gli aumenterebbe tanto di autorità e di stima, che essa sola potrebbe bastare a ritenere tutte le altre Città in devozione. Innocenzo Papa scrisse a tal fine ad Egidio. „ Che se Giovanni Oleggio gli volesse cedere Bologna, egli non la ricusasse, e con esso stabilisse quelle condizioni che giudicasse spediente alle cose ecclesiastiche. Che in ciò non meritavan riguardo i Visconti, perchè non avevano osservato i patti fra sè e la Chiesa, e perchè
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