BOLOGNESI
piano e pel cņlle, togliendo l'acqua al canale che alimenta gli opifģci della Cittą. Molti abitatori di Casalecchio fuggironsi dal paese , e fra gli altri i Canonici Renani, cl>e vennero ad abitare in Cittą nel lor Convento del Santissimo Salvatore.
In tanta minaccia Giovanni Oleggio fece fabbricare un Molino dentro Bologna per ciascuna Tribł del popolo: e fortificņ santa Maria del Monte fuor di Porta san Mammolo, e san Michele in Bosco, sovrastante alla Cittą. Francesco Oroboni fu l'ingegnere che immaginņ e diresse le opere forti: Magarono Magarotti andņ capitano alla guardia del Monte, e Vacchino Magnavacca a quella di san Michele in Bosco.
ANNO DI CRISTO 1560.
Mentre Giovanni d'Oleggio tutto pronto alle difese proseguiva a fortificare il Monte e san Michele in Bosco, stavasi Bernabņ a Casalecchio ed al Monte della Guardia, per esso lui reso forte. E di qui movendo prese a scorrere la collina, predando e mettendo a sacco Gaibola, Casaglia, Val di Reno, e Valle di Samoggia , non che gran parte della pianura, dove commise infiniti danni, senza risparmiare nč uomini, nč donne, nč fanciulli, nč biade, nč qual si voglia altra cosa. A tanto danno e a tanta minaccia pel futuro, rimase l'Oleggio smarrito e stupido, nč sapeva come ostare a tanti guai, nč come sostener se medesimo. Non si assicurava di lasciar uscire dalla Cittą i soldati forestieri, perchč temeva non ribellassero a lui, e non gli aggiungessero male a male. Nč, per altra parte si fidava nel popolo, perchč sapendosi odiato dall'universale , era inutile il cercar difesa nella moltitudine. Per le quali cose tutte fu preso da siffatta angustia, che si restņ nell' inazione, e lasciņ che
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