BOLOGNESI
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sovente recavasi a diporto, caracollando e corvettando sopra un destriero. Diversi fidi dell'Oleggio, vennero in sospetto che non senza un motivo colà il Fregoso bazzicasse ; ed al tiranno ne parlarono , e-lo scherano fu preso, e coi tormenti costretto a confessione, tutti i correi accusò. E costoro furono in breve carcerati quasi tutti, con molti contadini della valle di Reno , mischiati nella congiura. Il Fregoso fu trascinato barbaramente a coda di cavallo per tutta la Città, e tratto quindi al campo del mercato , venne ( ancor vivo ) seppellito fino alla gola; e quivi morto, ne venne estratta la salma , che fatta in quattro brani , fu data in cibo ai bottoli ed ai mastini della Città.
E poiché l'Arimondi Pretore era prigione, cosi l'Oleggio (9 Febbraio) elesse in sua vece Guglielmo Sampiero da Padova, cui comandò che quanto prima facesse decapitare tutti i prigioni ; ma Guglielmo abborrendo da sì fatta crudeltà, rinunziò la pretura : e a lui successe il sunnoraato Tassino da Fiorenza, il quale la seguente mattina, letto il processo e sonata la campana presso la croce della piazza , fece decollare 1' Arimondi già Pretore , il Conte Bernardo da Panico, il Conte Galeotto della stessa famiglia, Enrico di Castruccio da Lucca, ed nitri non pochi. Solo agli Ubaldini perdonò la vita , per benefizi ricevuti da loro ; e decretò per carcere perpetuo a Castruccino ed Orsino figli dell'ucciso Galeotto da Panico, la torre degli Asinel-li, dalla quale la prima notte di cattività giù si calarono coli' aiuto de' loro amici, e da Bologna fuggendo si salvarono. Giovanni Oleggio arse di rabbia pel loro scampo; e facendo seppellire in diverse Chiese i corpi de' giustiziati, confiscò i loro beni , e quelli ancora de' cittadini fuggiti. Da ultimo , voleva morto Bronzino Visconti da Milano, che aveva pur congiurato alla vita di lui ; ma pensando allo sdegno che si attirerebbe dalla parentela de'Visconti, si contentò di spogliarlo d'ogni avere, e fattolo vestire col meschino saio del
Annoi. Boi. T. Ili,
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