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ANNALI
mentre pareva cbe Bologna dovesse salvarsi dalle mani d' un rapace ministro , vi ripiombò più che mai calpestata, e ridotta all'estremo della miseria, e ad una mortale disperanza.
L'Oleggio ebbe a Pretore di Bologna Guglielmo degli Arimondi o de'Raimondi da Parma, e quindi Tassino dei Donati da Fiorenza. Il primo di costoro fn uom celebrato nella storia, il quale trovandosi Podestà di Fiorenza alcuni anni prima, aveva fatto abbruciar vivo il famoso Cecco d' Ascoli reputato mago e stregone in que'barbari secoli. Questo Arimondi , uomo assai dedito al sangue, era tale da doversene poco fidare, perchè la vendetta e l'interesse in lui potevano troppo. Diffatto, stando Bernabò Visconti in grave sospetto dell'Oleggio, perchè ne conosceva l'ambiziosa natura, e sapeva come tirannicamente governava la Città di Bologna, deliberò di torlo dal mondo: pel qual fatto si consigliò con Giovanni Pepoli, il quale era molto amico suo. £ prima che movesse sue genti contro dell'Oleggio, si acoordò coi signori di Forlì e di Ravenna , con alcuni degli Ubaldini, con diversi dei Caporali da Pagano, con parecchi cittadini Bolognesi , e col prefato Raimondi, il quale quantunque servisse sotto gli ordini dell' Oleggio, pure non gli teneva fede. Doveva Bernabò muovere a Parma con due mila cavalieri, con fìnta voce di assalire Ferrara ; ed in un giorno assegnato avevan tutti a passare sotto Bologna, levando rumore, aprendo le porte, ed uccidendo il tiranno. Intanto un tal Fre-goso Alessandrino, uomo ardito, e forse bravo per mestiere, prese '' ' ' incarico dell' assassi-
per la seliciata di san Francesco, dove 1' Oleggio
ANNO DI CRISTO 1380.
nio : e venuto
diede a passeggiare
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