BOLOGNESI
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dove T Oleggio ebbe già mandati per disprezzo le Tribù di Bologna, non armate di ferro ma d'una verga di legno. E dappertutto dove passarono i militi del Visconti, posero a ferro ed a fuoco le terre ed i luoghi abitati. Alla fine quest'esercito, levandosi da Panigale (a5 Agosto) fu alle mura di Gal-liera dov' era già la fortezza eretta da Bertrando Cardinale , e quivi sbarrate le fòsse, una parte delle mura andò a sfacello ; e cinquanta soldati entrarono per la breccia aperta, con Giannandrea e Nicolò Pepoli , i quali uccisero parecchie guardie , e tentavano togliere la Città all' ambizioso e superbo Oleggio. Ma le guardie a cavallo che stavan nei dintorni del mercato ad alloggiamento, udendo strepito di battaglia, fecero suonare a stormo, e chiamarono all' armi, forzando colla punta dei ferri gli assediatovi ad una pronta ritirata. E poiché i Viscontiani mancavano di vittovaglia, e sapevano che Ugolino da Mantova e Roberto Alidosi da Imola avevano stretta confederazione coli'Oleggio , ritirarono prudentemente 1' esercito in Lombardia; e così l'impresa de'Visconti rimase imperfetta. A ciò si aggiunse la morte di Matteo Signor di Milano, la cui dominazione andò divisa fra Galeazzo e Bernabò fratelli di lui ; e nella divisione toccò Bologna al secondo, il quale divisò cacciarne l'Oleggio usurpatore, e venirne 'egli in possessione. Ma Giovanni, che temeva Bernabò, e che vedevasi odiato giustamente dai Felsinei, deliberò per suo meglio mandare al prefato Bernabò quattro Oratori, i quali, iti a Milano, ottennero da lui questi Capitoli: che Bernabò aiutasse 1'Oleggio, il quale manterrebbe Bologna in devozione di lui , standone egli al possesso colla podestà ricevuta dal medesimo Bernabò ; che Giovanni pagasse al Signore Visconti sedici mila fiorini annui in feudo; che mancando Giovanni, Bologna rimanesse a Bernabò, il quale frattanto vi mandasse a sua voglia Pretori ed uffiziali.—Così per la prontezza dell'Oleggio, e per la troppa condiscendenza di Bernabò de' Visconti ,