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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   a66 ANNALI
   fuori il grano, ma che tutto si guidi alla Città: e noi dal canto nostro faremo ogni possibile per sovvenire ai bisogni della Città medesima. —r Chiesero ancora che gli uffici de* notai delle vigne, delle strade e dei ponti, per minuire le spese, si applicassero all'uffizio del Pretore presente, il quale ne aveva ricusato l'incarico. E il Visconti rispose : Facciasi quanto si addimanda. — Supplicarono pure che , andando a scroscio le cose del Contado per cagione del dazio della Caratteria, e che, rimanendo incolte e diserte le possessioni de' cittadini per tale baratteria; non si possa perciò vendere nel Contado di Bologna e nemmeno nella Città, vendendo soltanto ne'luoghi consueti e leciti. Rispose: che ciò si facesse a norma del parere del Comune e degli uomini di Bologna (i Ottobre).— E con queste dimande, e con queste provvidenze si chiusero le faccende Felsinee dell' anno presente.
   ANNO DI CRISTO 1584.
   Tenendo l'impero di Bologna un potente Milanese era ben certo che quanto meglio avesse potuto , avrebbe mandati Pretori de' concittadini suoi : e diffatto Ottolino Coro Milanese fu mandato dal Visconti a Podestà di Bologna.—In principio d'anno nel Castello di Montagnana , dietro al Fiume Nuovo, che mette foce nell'Adige, radunaronsi Ambasciatori Veneziani, coi signori di Verona, e quelli di Padova, e gli Estensi, e i Fiorentini ed i Mantovani, ed ivi strinsero una lega, che fu chiamata della Grande Compagnia, a favore della quale oo-operava il Marchese di Brandeburgo, uno degli elettori dell' impero. Della qual lega prendendo sospetto r Oleggio , si rivolse a fortificare Bologna , e vi fece scavare le fòsse, e riempirle di acqua. Poi ne restaurò le mura, ne raffazzonò i palancati,
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