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BOLOGNESI a51
di dodici mila ducati d'oro, siccome per autentico Atto venne stipulato e sancito.
Abbiamo detto che Giovanni da Oleggio era uomo di pessima natura ; nè ci siamo apposti al falso; imperciocché questo nuovo Magistrato di Bologna, non ben contento che i Pepoli fossero avviliti e depressi, propose seco medesimo di levarseli dagli occhi , insieme coi loro figliuoli, e di togliere ad essi la reggenza di Persiceto, di Crevalcore, di Nonantola e di sant' Agata, spogliandoli di tutte loro facoltà , e di qualunque onore fosse ad essi rimasto. Ed ecco in qual guisa prese ad ordire la trama. Accadde in questo tempo, per negligenza del custode alla porta di Castiglione , che questa non venne chiusa cogli usati chiavistelli : il Capitano deputato sopra le guardie se ne accorse; fece prigione il Connestabile de'fanti insieme ai compagni suoi ; avvisò 1' Oleggio dell' accaduto , e posti ai tormenti gì' infelici catturati, li fecero a forza confessare che quella negligenza era un d' accordo coi Pepoli per introdurre notte tempo in Bologna un drappello di Fiorentini e cacciare 1' Oleggio. Ciò era falso , poiché i Fiorentini avevano un bel fare a poter sostenere sè medesimi. Ma la forzata confessione troppo fece al proposito dell' Oleggio , il quale tosto ordinò che nel Castello di san Giovanni in Persiceto fossero fatti cattivi Giacomo Pepoli col figliuolo Obizzo, e con quanti aderenti avessero colà. Detto fatto i due Pepoli eran prigioni : laonde gli uomini di Persiceto , di Crevalcore e di sant' Agata, troppo creduli alle astuzie del Visconti, e troppo ad un tempo pusillanimi , corsero appiè dello scaltro Oleggio e gli recaron le chiavi dei loro paesi.—Giovanni Pepoli, non ebbe appena intesa la sciagura del fratello e del nipote , lasciò Nonantola e corse a Milano per lagnarsi coli' Arcivescovo del prepotente procedere del suo stretto congiunto ; ma egli che amava 1' Oleggio come un padre ama il figliuolo , non solamente mostrò al Pepoli turbato viso, ma senza volerlo