Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Terzo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (250/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (250/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   S58 ANNALI
   togliesse Bologna alla Chiesa, e che lasciasse in pace la Toscana, deponendo le armi e contentandosi della Città e del Contado Milanese. Accolse il Visconti con grande onore il Legato , e fecegli risposta che Bologna non per forza d'armi, ma con beneplacito e con libero consentimento de'suoi primi cittadini ebbe egli in consegna , e che per ciò pensava di conservarla, in quanto poi alla Toscana rispose non esservi andato per ambizione propria , ma chiamatovi per lo meglio di que' popoli. E sul fatto di lasciare uno dei due stati, o il Temporale o l'Ecclesiastico, si volse al Legato del Pontefice, e stringendo colla sinistra il Pastorale, e colla destra impugnando la Spada che tenea cinta sotto il Pallio, dissegli che con quello difendeva la causa spirituale, la temporale con questa.—Quando il Pontefice ebbe saputo di così ferma risposta , ne fu oltremodo corrucciato, e citò Giovanni Arcivescovo a comparire in Avignone sotto le censure ecclesiastiche. Rispose il Visconti, per mezzo d' un suo segretario maggiore che teneva a Corte del Pontefice, d'essere pronto ad obbedirgli: ma non mosse passo da Milano. — Intanto avvenne calamità affliggente di viveri, sicché la Provenza tutta, ed Avignone di special guisa ne andavano percosse : e dimandando il Pontefice, dove e da chi si potesse sperare soccorso di viveri , il segretario del Visconti , istruito dal suo signore, rispose esser pronta di là dall'Alpi, per comandamento dell'Arcivescovo di Milano, gran quantità di vittovaglia d'ogni sorta, la quale ad un cenno della Santità Sua verrebbe portata in Provenza per metter modo alla funesta carestia. Quest'accortezza d'antiveggenza toccò nel cuore il Pontefice con tanta efficacia, che più non fece inquisizione sul Visconti, e lo assolse dal comparire innanzi a lui, e da ogni censura lo dichiarò immune e purgato. Anzi mandò suoi Nunzi in Italia a fare accordo col prefato Arcivescovo, promettendogli di lasciare a lui il governo di Bologna con titolo di Vicariato , purché pagasse 1' annuo censo
   v^