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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
   dal cielo un'acqua posante, che senza posa diluviava, e piombò una grandine sì grossa e terribile, che spense gran numero di animali, e mandò in rovina tutte le piante nate.
   Mentre che questi flagelli castigavano Bologna, suscitaronsi discordie fra Gualengo de' Galluzzi e Gerardo Ghisilieri per una parte, ed i Reggenti Pepoli per 1' altra : e ciò perohè il Galluzzi e il Ghisilieri volevano a forza porre un abbate in possessione della Radia di san Felice. E poiché il Pretore del primo semestre intese tal cosa, tosto vi spedì la famiglia sua, ohe fu dai due prepotenti malamente trattata: ma i Pepoli vi mandarono soldati, che fecer prigioni i disturbatori, i quali sulla pubblica piazza furono decapitati. E nel giorno di tale giustizia, Giacomo e Giovanni crearono cavaliere Leonardo di Tano da Loiano, il quale si era molto distinto come capitano al servigio de'Fiorentini.
   Ed il Pontefice, sapute le pubbliche sciagure della Città nostra, la fece libera per sempre dal pagamento di ottomila fiorini d'oro che per lo addietro sborsava annualmente alla Sede Apostolica nella festa de' santi Apostoli Pietro e Paolo. — E chiuderemo le memorie di quest' anno, notando che Giovanni d'Andrea più volte nominato, venne sepolto in san Domenico in modesto deposito; quindi alla morte del discepolo suo Giovanni Calderi-ni, furon recate sue ceneri nel marmoreo sarcofago
   del Calderini, colla seguente epigrafe: •
   Hic jacet Adreae notissimus orbe Joannes
   Primo qui sextum Clementis, sicque Novellai, Hieronymi laudes speculi quoque jura peregit 3 Rabbi doctorum lux, censor9 normaque morum Occubuit fato pratdire pestis in anno
   M. CCC. XLVIII. Die VII. Julii.
   v^