Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Terzo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (229/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (229/719)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   BOLOGNESI
   ao 5
   servo dei servi di Dio , ai diletti figliuoli e nobili uomini Giacomo e Giovanni de' Pepoli cavalieri Bolognesi, Amministratori dei diritti Fiscali nella Città e nel Distretto di Bologna, spettanti a noi ed alla Chiesa Romana ; salute ed Apostolica Benedizione. Demmo già Mandato per lettere al Tesoriere della Romagna, affinchè dagli eredi del fu Giovanni d' Andrea, in nome della Camera nostra chiedesse, esigesse e ricevesse tremila e cento ses-santuno fiorini d'oro, e mille e ottocento lire di bolognese moneta, che il diletto figlio e nobil uomo Amerigo Rolandi Signor? di Vallone, Cavaliere , depositò in nome della detta Camera presso il medesimo Giovanni, come consta per legittimi documenti al medesimo Tesoriere già consegnati. Ma Enonincontro, figlio del sunnomato Giovanni, non consegnò per frivole e vane ragioni la predetta somma. Il perchè alla nobiltà vostra con questi scritti apostolici comandiamo che voi, o 1' uno di voi, o qualcuno per voi, obblighiate esso Buonincontro a consegnare al medesimo Tesoriere senza difficoltà e dilazione il denaro giacente in deposito presso l'estinto padre suo, confiscandogli, in caso contrario , i beni e le cose vendibili, e facendo sì che wenga adempita la giustizia. Dato in Avignone ai Dicembre , nell' anno settimo del Pontificato nostro.
   E Giovanni d'Andrea, già depositario dei denari onde si parla nella lettera Pontificia su riportata, era morto nel Luglio, rapito dalla fatai pestilenza che nell' anno addietro , ed in questo e nel venturo tanta strage fece in Bologna, e tanta per tutta l'Europa. Infatti nella Sicilia , a quanto narrano gli storici, cinquecentotrenta mila uomini perirono: in Genova quaranta mila, in Napoli in due mesi sessantaquattro mila, in Parigi, in un sol giorno, fu data sepoltura a mille e trecento eorpi, in Fior renza ne moriron settanta mila, in Vinegia cento mila. Trappani rimase come abbandonata; Marsilia di Provenza ne vide perire più di trentacinque mila.
   v^