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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Terzo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1841, pagine 718

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a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI
   che dettaron la cedula, e quarantatre le Società che la presero ad esame: le quali approvaronla per autentica e presentaronla al gran Consiglio Generale di Bologna, composto di forse cinquecento cinquanta fra i più. cospicui personaggi della patria nostra. Approvata pur dal Consiglio la oedula, fu nominato Sindaco del Comune Giovanni di Giacomo de' Barattieri , il quale ottenuta ogni maggiore autorità che conseguire potesse, presentò a Giacomo e Giovanni, figliuoli già del magnifico Taddeo Pepoli la volontà e la elezione fatta di loro al dominio libero della Città di Bologna e di quanto da lei dipende (i Ottobre). £ il giorno appresso Giacomo e Giovanni accompagnati dai nuovi Anziani e da tutto il popolo fecero la loro entrata alla residenza nel palazzo del Comune , in quella stanza medesima dove il lor savio genitore teneva il seggio del vicariato di Bologna.
   Ed i medesimi Pepoli (a Dicembre) recavansi a Castel Franco ad incontrare Lodovico Re di Ungheria, che moveva per Napoli dove era morto un suo fratello di nome Andrea. Fu Lodovico con molto onore ricevuto in Bologna, e soggiornò nel Vescovato : poi nel partirsi fu accompagnato sino a Castel san Pietro , e quivi presso al Sillaro creò cavaliere un tal Matteo, figliuolo di Zerra de'Pepoli.
   ANNO DI CRISTO 1540.
   Un Veneziano ed un Lucchese furono i Pretori di quest' anno ; Marco Foscarini ed Andrea Sala-mancelli. —Il Pontefice Clemente scrisse a Giacomo c Giovanni Pepoli a motivo di un pagamento di tremila e cento sessantuno fiorini d' oro, e di lire mille e ottocento di Bologna, già depositati come appare dalla seguente lettera : „ Clemente Vescovo
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