Stai consultando: 'Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796 Tomo Secondo', Salvatore Muzzi

   

Pagina (158/636)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (158/636)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Secondo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 639

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   3 68 ANNALI
   Poco tempo appresso il medesimo Appi a mise in bando dalla Provincia di Romagna, Malvicino da Ragnacavallo e Superbuccio di Guido da Rovelda; per mezzo di un editto, pubblicato in Faenza (7 Aprile), nel quale venivano segnati gì* infrascritti motivi: „ Ch'eglino avevan tese imboscate, e fatti tradimenti, e data morte ai soldati del Pontefice, essendosi uniti ai ribelli della Chiesa, e coi Forlivesi e loro aderenti, che contra i soldati del Pontefice avevano congiurato : eh* erano entrati in Forlì e in altri luoghi tenuti dagl' inimici della Chiesa Romana: che Malvicino era passato coli'e-sereito a Meldola : che Superbuccio, poiché si fu accostato a quei del Pontefice e con esso loro si unì, con tradimento poi abbandonolli, e li percosse in battaglia: che amendue ebbero dispensata la preda tolta ai soldati della Chiesa, ed espugnato il Castello di Voi tra: che Malvicino aveva trattato con Guido di Montefeltro, con que1 di Forlì, e coi malfidi alla Chiesa, per occupare Bagnacavallo, e farlo ribellare alla romana giurisdizione. „ Pubblicato l'editto furon chiamati a difendersi; ma non volendo comparire, vennero banditi come traditori, e i beni che possedevano dissero che s'aggiungerebbero all' erario pontificio quante volte, oltre Pasqua, non fosser comparsi per anche a difender la loro causa : e persistendo ancora, verrebbero con-, dannati a capitale sentenza.
   E fu di quest' anno che gli uomini del castello di Cavreno, a mezzo di loro Ambasciatori e del loro Sindaco, si diedero con giuramento alla Città di Bologna, sottoponendosi a tutte leggi e gravezze come ogni altro castello di bolognese giurisdizione. Altrettanto fecero gli uomini di Pietramala, mediante il lor Sindaco Bonsignore Orlandini.
   Pertanto il Conte della Romagna', raccolto possente esercito, deliberò voler terminare l'impresa pendente di Forlì, e passò a tentare questa Città. Erano oon esso lui gli uomini della tribù bolognese di Porta san Procolo ; e in questa circostanza