BOLOGNESI
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Che i Pistoiesi riavessero liberamente e In perpe-. tuo Monticelli, Torre, Fossato e Treppio, salvi i diritti di Chiesa e d* Impero, e d' ogni altro, sia Comune o individuo che li spiegasse legittimi. Essi viceversa dimettessero a' Bolognesi tutte le terre e Castella annesse alla Diocesi di Bologna ; nè fosse lecito tuttavolta ad alcuno de'due Comuni il fortificarsi nel Distretto di Granaglione, o in tutt'altro luogo a confine senza l'assenso del Legato medesimo. 1 Sambucani per ultimo, e quanti al tempo della querela dichiararonsi in favor nostro, rientrassero nel possedimento pacifico de' loro beni, e lo stesso fosse de' nostri che aderivano a' Pistoiesi, rimanendo illeso in qualunque evento la giurisdizione dei due Comuni su'luoghi vicendevolmente ottenuti.
Nè così presto riseppero i Pistoiesi del lodo, ohe impossessaronsi delle Castella accordate senza attender che i nostri le dimettessero ; e s'aggiunse in oltre che alcuni degli abitanti di Pavana, dopo il giuramento prestato al Pretor di Casio Raimondo Zogoli furono arrestati, e tratti alle carceri entro a Pistoia. E poteva forse dall'attentato apprestarsi esca perigliosa per una pP ' ' a
concordi a Moscacchia Enrico Podestà con alcuni Savi del suo Comune ; e cioè Ubertino del Vescovo , Tommasino de' Cazzanimici piccoli, Alberto Calvo , Bulgarino de' Lambertazzi, Godescalco dei Carbonesi e Petrizzolo di Gualdradina. — Orlando da Porcara vi convenne con altrettanti de' Pistoiesi. Protestaronvi ingenuamente i secondi, che accelerando l'esercizio del lor diritto sulle Castella antedette, non avevano immaginato che i Bolognesi potessero a maniera alcuna chiamarsene pregiudicati, nè al lor Comune imputasser questi l'aggravio dei Pavanesi , ma a Soffredo Vescovo che s'era fatto ad imprigionarli come ascrittizi della sua Chiesa. Le dimissioni imposte nel lodo, il risarcimento degli individui dannificati, e i diritti tuttora incerti
i nuovi semi a ventura