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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

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a cura di Federico Adamoli

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   ANNALI
   tratti in Faenza, assentendo il lor Comune; e cessò 1' assedio.
   Ma poco, svanito il rischio , curarono gì' Imolesi la da^ fede; e fossero severe o miti le prescrizioni non esitarono a trasgredirle, e lagnavansi al tempo stesso de'Bolognesi, perchè, valendosi d'un'annuenza forzata avesser disposto dei loro ostaggi in favore de'Faentini senza por limite all'esercizio di quegli arbitri che derivavano dalla fortuna. Amara quindi oltremodo s'eccitò nel nostro Comune la scontentezza, e.manifestarono nel pieno arringo di quella terra Bonaccurso degli Aberii e Pietro de'Bonromei, scendendo a proposte che inchiudevano una non oscura minaccia di nuova guerra, alle quali occorse avvedutamente il Pretore Guarino da san Vitale, per ogni via di proteste ed escusazioni (19 Settembre). E per poco non conturbossi indi a pochi giorni l'intelligenza de'due Comuni di Bologna e di Faenza, per sola colpa dell'ultimo, che risapendo del Castello di Tirlo occupato nel suo Distretto da un figlio di Guglielmo de' Mala voi ti , anzi che rivolgersi al primo per un opportuno riparo, aveva prescelto d'usar la forza , e intraprendere ad espugnarlo. Prevalse tuttavolta aL risentimento l'inveterata amicizia, e poiché il Pontefice ammessa l'appellazione degl'Imolesi, esigeva cauzione da'Faentini per tre mila lire Imperiali, piacque a'Bolognési fornirla liberalmente (7 Novembre).
   E d'altra parte una pace co'Pistoiesi ebbe luogo al Maggio in Bologna per opera d'Ugo d'Ostia Legato (18 Maggio e 1 Giugno). Dinanzi ad esso giu-raronla i nostri Sindaci, e promisero d'uniformarsi a quel lodo che ei proferisse. Richiesti successivamente in Viterbo, ascoitaronlo per lo Comune dopo il lasso d'alcuni mesi, Rambertino di Guido de'Rarn-bertmi o Ramberti, e Azzolino de'Perticoni Procuratori , e con loro Bagarotto maestro in Leggi e Guidone degli Alberici (16 Ottobre). Per esso fu deciso, che la Sambuca si rendesse a' Vescovi di Pistoia a'quali spettava per invecchiato possesso.