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ANNALI
r accesso nella Ròcca assediata, e per segno di prevalenza v'inalberasse l'insegna del suo Comune
(i Settembre). I prigionieri colà rinchiusi si presentassero da' Riminesi al Carroccio , o eziandio alla tenda del Podestà di Bologna , e ricuperassero la libertà . Gli abitanti del luogo non soggiacessero a danno alouno negli averi o negl' individui. Fosse d indi innanzi perpetua pace fra'Bolognesi dall'una parte, dall'altra i Riminesi e Ventura Vescovo; e tutti comprendesse indistintamente i Comuni ed i nobili che si meschiarono in quella guerra. Egli infine il Vescovo e il suo Comune s'interponessero presso ad Onorio per la rimozione immediata dell' interdetto. Comparve immantinenti alle nostre tende Otton da Mandello Pretor di Rimino, e impe-gnaronvi solennemente la loro fede per l'adempimento de'patti, egli ed il Visconte, e di mano in mano que' Savi, eh'eran presenti d'ambe le terre. Dapprima si giurarono mantenitori col Podestà quattro cittadini per ogni parte , e cioè : per Bologna Gualandino dei Codigelli , Errighetto Nocchieri , Arimondo di Rolando ed Alberto di Gerardo Gisla: per Rimino Reale di Rinaldo, Errighetto, Sorleone e Palmirolo.—Da quell'atto, e dalla ratifica eseguita nelle consuete forme in Bologna, si ha notizia di più famiglie onorevoli non ricordate in addietro ; e cioè de' Loli , degli Ori , di quei di Cecilia , degli Storlitti , degli Atticonti , de' Gozzadi-ni , de' Paltroni , de' Radici r dei Nascintorre , dei Benintendi , de' Balduini, e d' altre cospicue che amministravan la Repubblica. Le quistioni frai due Comuni di Cesena e di Rimino si sopirono al dì medesimo. Lonzano, primo argomento della contesa trapassò in potere de'Cesellati; salvo in tutt'altre pretensioni che s' eccitassero per castella o ville ai confini, l'antico lodo. Pronunziollo in Bologna Uberto Visconte. L'assoluzione , che promulgarono in favor nostro per lo Pontefice Enrico Vescovo ed Ugolino Canonico di san Giovanni in Monte, chiuse al Dicembre quella vicenda (8 Deceinbre).