Pagina (314/597)
Pagina

Pagina (314/597)
|
Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559 |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli
Aderisci al progetto!
[Progetto OCR]
[ Testo della pagina elaborato con OCR ]
a«4
annali
Azzo novello. Gli sottentrò Visconte Visconti Piacentino , ed in circostanze assai torbide. A que* dì gli alunni del nostro studio, frequenti fino a dieci mila , e diversi di nazioni e di costumanze, scendevano spesse volte a pericolosi contrasti con detrimento della domestica tranquillità . In quest'anno stesso i Lombardi e i Toscani furono alle mani sì duramente ed a lungo, che il fatto potè dirsi una guerra; e poiché i maestri, o gl'intimorisse il vicino rischio , o la successiva malevolenza , ricusavano d'intromettersi nella cognizione de* malefici accaduti, rinunziarono gli alunni a quel privilegio che autorizzavali a declinar dal Pretore ; ed al medesimo fu lasciato il giudizio dei delinquenti. E forse punì con tanta severità , che una subita cospirazione sottrasse in folla allo Studio alunni e maestri. De'molti che abbandonaronlo, buona parte si ridusse in Arezzo, ove aprì una scuola Roffredo da Benevento; mentre i rimasti, o avvenisse spontaneamente o li costringesse il Comune, giurarono di non aver più Rettori e di soggiacer d'indi innanzi alla sola pubblica autorità .
Ed ecco aprirsi al Novembre argomento a discordia fra il Vescovo ed il Comune. Volle il Visconte arrogarsi la cognizione d'un malefizio commesso nel Distretto di san Giovanni in Persiceto , sul quale vantava la nostra Chiesa un'antica giurisdizione, e ritenne il colpevole nelle carceri. Nè indugiò a pre-sentarglisi Oddone, maestro di Decretali e Vicario allora d'Enrico Vescovo, che insistendo per lo rilascio del prigioniero il volle ammonito, affinchè s'astenesse dall'attribuirsi una facoltà che non com-petevagli. Ma replicò il Podestà , che voleva salvi in qualunque evento i diritti sia del Comune che della Chiesa. Giustificasse per via giuridica, o il dominio legittimo o almeno il possesso continuato, e s'as-securasse, che previo l'opportuno esame gli farebbe pronta ragione. Ciò detto, da poi che Oddone minacciava di sottomettere alle censure Ecclesiastiche la Città stessa, appellò al Pontefice e la querela restò indecisa.

|