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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

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a cura di Federico Adamoli

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   222
   286 ANNALI
   ANNO DI CRISTO UiS.
   Gli arbitri di Pistoia ed i nostri, stettero in Casio all'Aprile, e vi pronunziarono (26 e 28 Aprile). Era la somma del lodo, che Treppio, Torre, Fossato, Badi, Monticelli e Moscacobia rimanessero col Distretto intero in potere de'Pistoiesi. Il Comune dì Bologna assolvesse Gislimerio ed Ubertino coi lor consorti e seguaci, e rendesse ad essi le terre che possedevano all' incominciar della guerra : i Pistoiesi viceversa redintegrassero que' Valvassori , che ribellarono in favor nostro. Non potessero i Pistoiesi fortificarsi innalzando nuove Castella nei Distretti sovrindicati ; nè i Bolognesi, da Gaggio alla Sambuca , o da Torre per imo a Casio ; nè Gislimerio o Ubertino in Succida e in Granaglione e in tut-t'altri luoghi compresi nel Distretto di Stagno. Godessero i Bolognesi libero accesso, e mercato immune d'aggravio per ogni dove da Moscacchia al Còlle di Prato, i Pistoiesi da Casio fino a Moscacchia. Nissuno de'due Comuni ricettasse nel suo Di-, stretto persona alcuna, che tradisse l'altro o tentasse di minorargli il dominio. Sulla pretensione de'figli di Guittoncino, altra volta Podestà di Bologna, de-* cadessero entro al giorno ottavo Figliocaro di Bon-giovanni di Garsenda e Teberto d' Arciprete, ciascuno pel suo Comune. In fine il Podestà di Bologna, salvi i diritti Ecclesiastici de'nostri Vescovi, dimettesse a' Consoli di Pistoia le ragioni qual che ai fossero del suo Comune sulle Castella riservate al. dominio de'Pistoiesi; ed essi viceversa i Consoli, salvi a'Canonici della lor Chiesa i possedimenti che reclamavano» s'astringessero a non mischiarsi, o intraprendere sugli altri luoghi consentiti alla nostra, giurisdizione.