ANNALI
da Mon9elice. Il Pontefice esortò Arcivescovi e Vescovi di Romagna e di Toscana a favorire Griraaldo ed i compagni di lui, guardando il segreto intorno le cose che sarebber loro comunicate. Frattanto in
Bologna veniva di mano in mano a deposito l'oro di più Regni e di più Chiese d'Europa, a vantaggio della pia spedizione. — Ad un messo pontifìcio aveva Azzo Abate di santo Stefano consegnato al Novembre dello scorso anno le contribuzioni d'Alfonso Re di Portogallo, degli Arcivescovi di Toledo e di Compostella e del Vescovo di Lisbona. Altre somme erano depositate a Gerardo Abate di san Procolo , al Priore di san Giovanni in Monte , ed ai Precettori Spedalinghi e del Tempio. Al Settembre Ubaldo Arcivescovo di Ravenna, commesso ad esortar le terre Lombarde, fu accolto onorevolmente in Bologna (14Settembre); e promise il Comune che a' cittadini ed agli uomini del Distretto, quanti s' armassero per lo passaggio, fornirebbe modi per trasferirsi in Vinegia o in tutt'altro porto d'Italia colle lor arme ed arnesi, ed assolderebbe le navi, che li recassero di là dal mare.
E al tempo stesso il Pontefice non ommetteva le ammonizioni , e gli uffici per metter fine ai molti litigi, che sconvolgendo le terre Italiche, potevano di leggeri frapporre inciampo alla spedizione. Milano e Cremona erano alle mani con alternata fortuna; e la querela ravvolgeva presso che intera Loai-bardia. Pisa e Genova stavan pure a conflitto: e Creta, dimessa ai Veneti dal Marchese di Monferrato, forniva nuovo argomento a marittime rivalità . Sulla querela tuttavia indecisa frai due Comuni di Bologna e di Pistoia, conobbero arbitri per comaudo del Papa , Niccolò Vescovo di Reggio c Opizzoiie Canonico della Chiesa Lucchese. Ma i Pistoiesi chiesti in Frassinoro dinanzi ai due, protestaronsi alieni dal comparire (a5 Agosto). Forniva ragione alla re-nuenza il luogo medesimo, cinto da castella e ville signoreggiate da'Reggiani in parte, ed in parte dai nobili del Frignano; gli uni in Lega co'Bolognesi,
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