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Annali della cittŕ di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559 |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli
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BOLOGNESI a75
Palmerio di Fabro , Bulgarino de' Lambertazzi ed Arpinello degli Scannabecchi. Eran Giudici Arman-no d' Uberto d' Armanno , Ambrogio di Graziano , Corradino e Ubertino Rodaldi,— Non cessava il Comune d'Imola dagli attentati contro Castello Imolese, e fu d'uopo usar la forza a reprimerlo. Il nostro esercito uscì in arine alla Primavera secondato da' Faentini; e inoltrando fino alle mura degli offensori minacciavali d'un assalto, quando alle tende collocate in riva al Santerno comparvero i cittadini primari col Podestà Ziliolo da Sesso, ed obbligaronsi per giuramento a non trasgredire i precetti che il Podestà di Bologna, e que' Consoli di Faenza eh' eran nel campo, oioè Palmerio, Bulga-rello e Guido di Dania imporrebero a lor talento. Eran pure alle tende col titolo di Legati, parecchi Savi d'ambi i Comuni ; e del nostro Tommasino di Cazzanemico Landolfì, Graidano de'Geremei, Cazza-nemico di Jacopo d'Alberto d' Orso , Patrizzolo di Corrado ed Ugo di Benno ; e forse i tre primi, anziché con veste di Savi v' erano andati con quella di Consoli di Giustizia. Promulgati i precetti, importarono che il Comune d'Imola condonasso agli uomini del Castello qualunque aggravio sostenuto nelle contese diverse, dal tempo che pose piede nella Romagna il Legato Wolfcherio (37 Marzo). Non s' ardissero a perturbarli , o ad offenderli sia negli averi, o nella persona finché il Castello nor* si sottraesse dalla dipendenza dei due Comuni di Bologna e di Faenza, per volontà dell'Imperatore, o a raccoglierli in Imola come cittadini. Dimettesse ad essi i terreni, che possedevano prima che giu-gnesse il Legato : e quanto a coloro che si distolsero di recente, mentre il Castello era custodito da' Bolognesi e da' Faentini, i Rettori dei due Comuni arbitranti li redintegrassero a piacimento, od escludessero dal beneficio. Serbasse agli avversari pace perpetua; e contravvenendo ammendasse con mille marche d'argento. Giurò Ziliolo pel suo Comune, Lambertino de' Lambertazzi, Zampolo da Castello. Annal. Boi. T. L 39

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