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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNESI
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   ed ai seguaci di Salinguerra soccorso alcuno o favore perchè riavesser la terra. In breve crebbero a maniera i litigi, che per poco non si venne alle mani ; e parecchi Nobili arrischiandosi a prender l'armi, sotto pretesto di patteggiato stipendio, raggiunsero chi il Marchese e chi gli esuli. Nè indugiò il Comune a disapprovarli. Si decretò, che a nessuno per l'avvenire fosse lecito d'acconciarsi a stipendio, sia con Azzo, o con Salinguerra, o con Ezzelino, o con Bonifazio Conte di san Bonifazio, nè subir nuovo peso di Vassallaggio, sia nel Distretto o al di fuori, nè proferirsi a difesa di persona alcuna o fazione se non se coli'assenso del Podestà, salvo in ogni evento quei giuramenti che legavano la società d' arti e d'armi in prò della quiete pubblica: e i contravvegnenti, esclusi in perpetuo da qualsivoglia ufficio d'onore e d'emolumento, sborsassero al Comune il doppio del ricevuto, o aggravandosi le circostanze, soggiacessero a maggior pena, perfino alla proscrizione (10 Aprile).
   Ed ecco improvvisamente Gerardo da Sessa eletto d'Albano, che scorrendo per lo Pontefice la Lombardia , confortava le terre ad abbandonar la causa d'Ottone, appressarsi a Bologna e chiedervi accesso. Pregaronlo che s'asteuesse Azzo di Soldauo maestro in Leggi, Rambertino di Guido de'Buvalelli, Guido d'Alberigo di Scannabecchi e Ubertino Giudice dei Rodaldi, che gli si affacciarono in Modena, nè però senza accertarlo, che quante volte il Comune non vedesse in rischio la pubblica sicurezza, altrettante era apparecchiato ad ammetterlo e fargli onore. Lo sforzo de' Ravennati e de' Modenesi, che armatisi in favor d'Azzo, accampavano gli uni ad Argenta e gli altri al Finale , costrinsero finalmente il Comune a non trascurar la causa de' fuorusciti , e il Carroccio avanzando fino a Galliera a congiugnersi cogli aiuti di Reggio minacciò Ferrara d'assedio (7 Giugno). Da'successivi rimproveri d'Innocenzo, che al Legato Gerardo fece podestà d'interdirne e di trasferire altrove lo studio, s'aggiunse lomento nuovo a' contrasti e ad altri mali.
   AnnaL Boi. T. I.
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