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Annali della cittŕ di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNÉSI
   *6i
   per fatto di Salinguerra riperduta Ferrara ; e non indugiarono a comparire gli emuli d'Azzo ambi-due, con quant' altri eran nella Marca possenti per dignitĂ  o dovizia di stato. ColĂ  tenace a maniera spiegossi in faccia ad Ottone l'animositĂ  d^Azzo e d'Ezzelino, che il Maniscalco ad ischermo della MaestĂ  compromessa, fu costretto a snudar la spada e dividerli. Sedate tuttavolta alla meglio le turbolenze private e pubbliche, venne il Re in Bologna senza ritardo, e vi tenne splendida Corte fra gli omaggi de'Vescovi, Rettori e Nobili, che eran concorsi dai diversi luoghi del Regno Italico , finchĂ© avanzando sui gioghi per la Romagna, s'affrettò col-1' esercito perfino a' muri di Roma. Ottenutavi dal Pontefice la Corona d'Impero, pè senza che alcuna rissa suscitatasi d'improvviso frai Romani e i Teutonici bruttasse con molta strage la solennitĂ  di quell'atto, retrocesse per la Toscana (4 Ottobte). Era in san Miniato al Novembre, e ad Alberto Conte da Mangone figliuolo/d'Alberto Conte, racconfermò le Castella, retaggio de'suoi maggiori, quante spet-tavangli nei due Distretti di Firenze e di Bologna (4 Novembre).
   Ma frattanto al Decembre Mainardino Vescovo d'Imol*'e PodestĂ , intimò agli uomini di Castello Imolese^ che non tardassero a rassegnarsi alle prescrizioni del Legato d'Impero; e poichĂ© declinavano, impetrato aiuto da Rodolfo Conte della Romagna , figlio di Marquardo Dapifero, spinse lor sopra le genti del suo Comune. Alla pertinacia, che ostentarono per lunga pezza, prevalse all'ultimo la certezza del rischio , e si persuasero a sommessione. I loro Consoli, fatta pace al Conte ne' suoi ministri , e assoluto esso e qualsivoglia degli aggressori, si presentarono in Imola ad ascoltarvi i precetti di quel Comune (9Decembre). Fu decretato, che previo il consentimento d'Ottone, si distorrebbero dal Castello, e il consentirebbero a distruzione con tutti i borghi sicchĂ© giacesse in perpetuo; converrebbero nella CittĂ  a domicilio, vi sosterrebbero i pesi pubblĂą i.