BOLOGNESI
non aumentarsi o decrescere in ragione de'luoghi, della persona e dello stipendio.
A quel tempo la Città fu protratta di là da'borghi all'Oriente ed all'Occidente, e il Comune intraprese a cingerla di nuove mura. I borghi all'Oriente estendevano dal luogo ove l'Avesa interseca la Via del Mercato di mezzo fino alla Seliciata di strada Maggiore; nè oltrepassavano all'Occidente la Seli-riata di san Francesco. E se la Città fu protratta di là da questi borghi, e di nuove mura cominciò ad esser cinta , ciò mostra aperto che fin da que-st' anno ebbe principio la terza cerchia di Bologna. — Fu Pretore in Cremona Jacopo de' Carbonesi ; Alberto Munso degli Asinelli resse i Bresciani; i Faentini Gerardo di Rolandino Galluzzi. I Cremonesi raffermaron Jacopo nella Pretura per tutto l'anno vegnente, e morì in ufficio. Alberto Munso, prevalendo in Brescia il partito di Narisio Conte e degli altri estrinseci , fu discacciato all'Ottobre.
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Declinava di là da' monti il partito d' Ottone. La maggior parte de' Principi , astretta per nuovo omaggio a Filippo di Svevia , non desisteva dagli uffizi più validi, per placargli il Pontefice; ed aggi ugneva peso 1* intercessione d' alcune terre Lombarde. Filippo stesso dichiaravasi apparecchiato per far contenta la Chiesa, e comporre onorevolmente coli' avversario. Nè valeva tanto sull' animo d'Innocenzo l'ira invecchiata, da fargli travedere-sul biasimo che sovrastavagli se per sua colpa si pro-rogasser gli scandali dell' interregno. Cedè , e promise di coronarlo. A que' grandi che aderirono a Filippo di Svevia s'erano aggiunti di mano in mano Premislao ossia Ottócaro Re di Boemia , Ermanno Langravio di Turingia, e lo stesso Palatino Enrico ^To^mE onu». wr m xlidtu i* frt-hn*
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