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Annali della cittŕ di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   a5a
   ANNALI
   Ma dall' uccisione di Maio de' Carbonesi, commessa nel Distretto di Rimino al suo ritorno dalla Pretura ivi esercitata, s' era aperto campo assai giusto alla pubblica indignazione; e la fomentavano i figli, possenti per autoritĂ  ed amicizie. Nè tutta-volta procrastinarono i Riminesi fino allo scoppio. Comparve in Bologna Alberto da Casale, sottentrato a Maio in uffizio, guidando a seguito parecchi dei cittadini primarii, ed accompagnavanlo per infrap-porsi Guidone da Pirovano PodestĂ  di Ravenna e seco i Legati di quel Comune. Introdotto Alberto all'arringo, si manifestò apparecchiato per compromettere nel PodestĂ  di Bologna, ed obbligò sè medesimo e il suo Comune all' adempimento di quei precetti che gli fossero imposti (iH Aprile). La sentenza uscì nell'Aprile (a5 Aprile). Prescrisse l'arbitro, che i Riminesi sborsassero lire ottocento d'ammenda a'figliuoli di Maio; e ad essi inoltre e a coloro che soffersero coli' ucciso , si rendessero tutti gli averi predati. Si proscrivessero gli offensori, nè potesse assolverli il lor Comune finchĂ© gli offesi non si chiamassero risarciti. Viceversa i tìgli di Maio, e ciascuno de' maltrattati assolvessero i Riminesi, e giurassero perpetua pace e dimenticanza d'offese. Cessasse intanto ogni rappresaglia privata e pubblica, e ciascuno de'due Comuni serbasse indenni, e protetti nel suo Distretto gl'individui dell'altro nelle loro merci ed averi. Redintegrossi coli'esecuzione del lodo la corrispondenza reciproca. L'enumerazione delle spoglie tolte all' ucciso, mostra che non v'era certamente di che arricchirsi. Una guar-naccia di scarlatto con due di bigio, foderate l'una di pelle d'agnello, l'altra di vaio, formavano col palafreno la miglior parte di quel bottino. Nè però, quand'anche i destrieri, l'arme, i pennoni, e tut-t'altri attrezzi necessari a rappresentar degnamente negli eserciti e nella curia, fosser caduti in potere degli assalitori, potremmo dal loro novero dedurre una certa norma sul lusso (in questi tempi) de'ca-valieri chiesti a Rettori di terre, che non poteva