BOLOGNESI
a5i
e da'Ravennati ch'erano i seguito, fu ridotto a cercai mercede (27 Settembre). L'ottenne a stento offerendo ad ostaggio della sua fede sè stesso con altri venti , e giurandosi cittadino in Faenza col-l'obbligo d'abitarvi. La vendetta del vincitore ebbe modo ad esercitarsi sul Castello e sui borghi.
Al Febbraio è vestigio d' una convenzione sulla moneta frai due Comuni di Ferrara e di Bologna. Obbligaronsi i Ferraresi a non alterarla, sia nel peso , che nella bontà , se i Rettori d'ambedue le Città nel cangiamento non concordassero. Fu allora deciso che non potessero diminuirsi le once due e tre quarti d' argento, le quali entravano in ogni libbra , e che questa comprendesse soldi quarantasei e mezzo, nè più nè meno, vale a dire denari cin-quecentocinquantotto in ragione di denari dodici per ciascun soldo.
ANNO DI CRISTO I20C.
Un Cremonese, per nome Isacco da Dovara , fu sostituito al Visconte per un biennio. Negli Atti pubblici sono ricordati a' Consoli di Giustizia Guglielmo di Malavolti , Uberto d'Uberto d'Arman-110 , Bonandino di Bulgarino Bonandi e Tommaso de' Macagnani. Erano procuratori per lo Comune Guido di Rambertino de'Geremei e Pietro Torelli. Giudicavano Giovannino Tebaldi, Guido di Ranieri di Guarino, Azzolino d'Aiolo e Folco Guarini. — A suo tempo gli uomini di santa Anastasia, Castello al Santerno , riconobbero 1' autorità del Comune, e giuraron fede per mezzo de'loro Consoli (7 Settembre). Nè cessava intanto sulla montagna la guerra co'Pistoiesi; ed a preghiera nostra s'era aggiunta a rinforzo la milizia de'Faentini. Montale, castello eretto nuovamente a vista di Montemurlo , venne in potere de'Fiorentini, Stagno assoggettossi al dominio de' Bolognesi.
Annal. Boi. T. /. 36
t^ooQle