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Annali della città di Bologna dalla sua origine al 1796
Tomo Primo
Salvatore Muzzi
Tipi di S. Tommaso d'Aquino, 1840, pagine 559

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a cura di Federico Adamoli

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   BOLOGNÉSI
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   Al Carroccio de'Ferraresi che rinforzavali, s'erano aggiunti per nuovo patto i sussidi de' Mantovani ; e Guglielmo Malaspina figliuolo di Moroello Marchese , resse inespugnato il Castello che difendevano virilmente i Reggiani assistiti da* Bolognesi. Nè indugiarono ad interporsi per un accordo gli amici de'contendenti. Piacque ad ambe le parti, che la querela si commettesse all'arbitrio di Guido Lupo Marchese, Podestà di Parma e de'Consoli di Cremona. Ai lodo pubblicato al Luglio, che aggiudicava a'Reggiani l'uso dell'acque di Secchia, venne da presso la pace (3i Luglio). Giuraronla imman-tinenti in Marzaglia, e risposero dell* osservanza per Modena Manfredo Pico de'figli di Manfredo, e per Reggio Gerardo di Rolandino Galluzzi, ambidue Rettori de'rispettivi Comuni (6 Agosto).
   Ed ecco «propagarsi aspra più che mai la discordia nella Romagna per fatto di Giovanni Vescovo di Forlì, che gravò i Faentini colla scomunica , perchè atterrando Castel Leone non avevano perdonato a'beni della sua Chiesa. S'armarono i due Comuni. Ai Faentini aderirono i Cesenati : i Forlivesi ebber pronte all' uopo Ravenna e Rimino. Quindi rapine ed incendi ne' diversi Distretti , e battaglie in seguito senza risparmio. Inoltrossi in traccia de'Forlivesi la milizia de'Faentini col suo Pretore Guido de'Tantidenari, e trovolli al Chiostro di Frat-taria collocati in agguato. All'antivedenza di Guido che sconsigliavala dall' assalirli , prevalsero 1' indisciplina e l'audacia, e si combattè senza indugio. Nè così presto que'pochi che s'opponevan da fronte, cedendo ad arte la trassero ove ascondevasi tutto lo sforzo degl'inimici, che avviluppata d'improvviso, e oppressa dal numero soggiacque ad una compiuta disfatta, e lasciò sul campo i vessilli, l'arme e i destrieri a tacer sul numero de*prigioni. I Cesenati a ventura ammendarono d' altra parte la sinistra fortuna de'Faentini, superando a Bucino la milizia dei Riminesi, costretta a rendersi col Podestà Guido Ge-reinei figliuolo di Rambertino detto Veglione (a7Ag.).