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del bando, che nessuno de' nostri sia Cavaliere o pedone, fosse ardito ad avventurarsi fuor dalle schiere.-
E non per questo si perderon d'animo i Faentini,
0 s'astennero dall'incalzar gl'inimici, che soprafatti in onta del numero si ripararono entro a'loro muri. L'esercito, che immantinente si sciolse, fu rinnovato al Settembre, nè senza che intervenissero
1 Bolognesi col restante degli ausiliari , e appressando a Castel Leone intraprese a batterlo d' ogni maniera. Se non che il protessero i Ravennati, mostrandosi sovra l'erta de'Colli, secondati da'cavalieri di Rimino e dagli altri amici de'Forlivesi. Una parte degli assediatiti, anzi che invitarli a battaglia o attenderli di pie fermo nel vallo ; s' abbandonò ad una fuga disonorevole, e il restante fu costretto a distogliersi dall' impresa.
Ma i Cesellati aderendo alle istanze de'Faentini, avevano nel frattempo sottratta Cervia al dominio de' Forlivesi, e occupavansi guastando Castella e ville sul Ravennate. S'aggiunse che i Bolognesi intenti a ricuperarsi dalla passata vergogna, decisero che il Podestà traendo il Carroccio, affrettasse una volta ancora a Castel Leone in servigio de'Faentini per non rimoversi che ad espedizione compiuta. Nè cos'i presto vi s' affacciò tutta 1' oste , che Alberto Scarpa Rettore de'Ravennati, sopravvenuto a difesa con alcuna schiera del suo Comune; vistosi inferiore di forze si pose in salvo col favor della notte , e non indugiarono i difensori a comporre coi due Pretori di Bologna e di Faenza, ed aprir le porte dei luogo, riputando a ventura somma 1' uscirne illesi e col-l'arme. Primi v'entrarono i Faentini, che al momento stesso atterraronlo da'fondamenti senza procacciarsi l'assenso de'Bolognesi. Quindi un tumulto nel campo, ed altercazioni fra i due Podestà e minacce del nostro, che appena apparve placato, quando i Faentini dandogli ostaggi ad arbitrio , giurarono di sottometter se stessi e le lor quistioni coi Forlivesi a quell'arbitrato ch'ei pronunziasse. Chiuse per quest'anno gli eventi della Romagna una lega
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