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ANNALI
Toscano di nascita, cittadino nostro per elezione e per lunga dimora in Bologna, fu valentissimo interprete delle Leggi, onde venne appellato per antonomasia il Glosatore. Egli sommerse nel mare dell' immensa sua erudizione e profondità , quanti mai furono Maestri tra Irnerio e lui, e lasciò nelle sue opere nn monumento ben più duraturo, che non quello marmoreo erettogli quando mancò, e scaduto poi d'onoranza e profanato nel secolo nostro.
Riepilogando quanto finora si è detto degli uomini illustri Bolognesi anteriori al laoo, noi vediamo che il primo di tutti è Pomponio Lucio Poeta, sendocbè i poeti (figli della fantasia e del cuore , non della grammatica e dei rimarii) precorrono sempre alla civiltà dei popoli, e ne sono gli antesignani. Poi troviamo l'Oratore e l'Erudito, e finalmente i Leggisti, molti di numero e di dottrina, grandi per fama e sommi per utilità di scritture. Afcizi potrebbe dirsi che Bologna salì in onoranza .pe'suoi giuristi, e che l'Epiteto di Dotta, a questi soli ne' primi tempi dovette. Ogni secolo però ebbe diverse prerogative, come più innanzi vedremo. Intanto si sappia che se Felsina nostra ne'tempi •barbari ebbe ragguardevoli figli nelle scienze e nelle lettere, gli ebbe pur nelle Arti: e primo un anonimo fehe sempre si segnò colle due iniziali P ed F, e il -quale nella vecchia Chiesa del Santissimo Salvatore dipinse del 1115, siccome attesta il Baldi che ne vide le opere , ed il Padre Trombelli che le de--aorisse. Anche nel pubblico Palagio, il quale fu già de' Lambertazzi, dipinse egli una Madonna del i lao; Ja quale venne segata dal muro, e trasferita nella •Chiesa vicina di santa Maria Labarnm Coeli, dove ^scorgevasi ancora ai tempi del Malvasia. Del 1116 •madonna Picciola Piatesi, fece dipingere fuori di ■Porta san Mamolo nella Chiesa detta del Monte , -una Vergine , Cristo e i dodoci Apostoli in quattordici scompartimenti, le quali pitture eran forse